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Bussola d'oro - le ragioni del no

Leggendo a giro su internet, in diversi siti si vede l'accusa di "fondamentalismo" verso i cattolici che boicottano "la bussola d'oro".

E perché? Si può non essere credenti, ma accusare di fondamentalismo in questo caso è ignoranza; i cattolici hanno protestato, sì, ma non acceccati da chissà quale fanatismo. L'hanno fatto sulla base di precisi motivi razionali. Eccovene solo alcuni.

L'associazione cattolica per la comunicazione in Spagna, SIGNIS, ritiene sensato che i genitori cattolici preferiscano che i loro figli non vedano il film "La bussola dorata". 

Lo si apprende da un comunicato emesso dalla Giunta direttiva dell'istituzione dopo aver consultato i Vescovi della Commissione per i Mezzi di Comunicazione della Conferenza Episcopale Spagnola, secondo quanto ha comunicato il suo presidente, Juan Orellana.

Di fronte alle reazioni suscitate dal film in vari ambiti per il suo presunto "anticattolicesimo", SIGNIS Spagna ha compiuto un'analisi centrata esclusivamente sul film e non sul romanzo originale di Philip Pullman, noto per la sua promozione militante dell'ateismo.

Secondo i comunicatori cattolici, "l'elemento più importante che può essere interpretato come un'allusione alla Chiesa cattolica è il 'Magisterium', un'istituzione tirannica che esercita il potere da secoli, soprattuto sui bambini - anime innocenti - e contro i progressi scientifici"

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«Le mie simpatie vanno al tentatore, assolutamente. L'idea è che il peccato, la Caduta, sia stata una cosa molto positiva. Se non fosse successa noi saremmo ancora dei giocattoli nelle mani del Creatore». Quest'affermazione, che non stupirebbe leggere nelle retoriche affermazioni di qualche pensatore ottocentesco da quattro soldi, campeggiano trionfalmente sulla quarta di copertina della trilogia fantastica di Philip Pullman, Queste oscure materie, da cui la New Line ha tratto un adattamento cinematografico del primo volume che uscirà a Natale, La bussola d'oro (The Golden Compass). Questo dunque è il "film per le famiglie" che ci vedremo proporre molto presto; questo è il film che tanti genitori vedranno assieme ai loro bambini, e che è solo la punta acuminata e tagliente dell'iceberg del problema del perpetuo e costante attentato alle strutture basilari della conoscenza umana in tanta letteratura per ragazzi.

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     A gli spettatori italiani che nei pros­simi giorni faranno la fila
per ve­dere il kolossal fantasy La busso­la d'oro - nei 450 cinema dove sarà
proiet­tato - senza aver letto il primo capitolo della trilogia di Phillip
Pullman dal quale il film è tratto, sembrerà insensato che le avventure di
una ragazzina in viaggio in un universo parallelo abbiano suscitato tanto
sdegno e polemiche tra i cattolici e gli evangelisti americani. Accusata di
fo­mentare l'ateismo tra i più giovani, la pel­licola è oggetto negli Usa di
boicottaggio da parte di numerosi gruppi di attivisti. Eppure nel film
(apparentemente) non vi è traccia di offesa al cristianesimo. La sto­ria è
infatti quella della piccola Lyra Be­lacqua che, entrata in possesso di una
bus­sola creata per indicare sempre la verità, si mette in cerca del suo
migliore amico rapito per conto di un'organizzazione chiamata Magisterium.
Ad aiutare la bam­bina ci saranno lo zio, che ha scoperto l'o­rigine di una
misteriosa polvere, una stre­ga buona, un avventuriero texano e un orso
polare armato di corazza.
        Che siano allora i cristiani d'oltreoceano ad aver perso la bussola?
Niente affatto. E chi si accosterà al film avendo letto il libro di Pullman
se ne accorgerà. Perché la sa­ga dello scrittore britannico è profonda­mente
antireligiosa, cosa che deve aver creato non poco imbarazzo a Hollywood se
fin dall'inizio tutti, ma proprio tutti, dai produttori, al regista e agli
attori - Nicole Kidman in prima fila - hanno negato qua­lunque attacco al
cattolicesimo nel film. Il temibile Magisterium, ad esempio, che nella
pellicola consiste in una non meglio definita organizzazione tirannica tesa
a sottrarre agli uomini il libero arbitrio, nel romanzo si identifica con la
chiesa catto­lica. E se nella pellicola prevale il tema del­la cara, vecchia
lotta tra bene e male (co­me sottolineato anche dalla conferenza episcopale
americana, la quale non ha appoggiato apertamente il boicottaggio), il
messaggio della saga letteraria sostiene invece ciò che viene difeso da
gruppi a­teisti americani come Freedom from Re­ligion, e cioè: la religione
esercita una ve­ra e propria tirannia sugli uomini e biso­gna liberarsene.

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Pubblicato il 16/12/2007 alle 19.58 nella rubrica Cultura (e presunta tale...).

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