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SOCIETA'
Il popolino anti-papalino
29 giugno 2009
antipapisti


A una cena a cui sono stato praticamente costretto a partecipare, mi è toccato sorbire la solita anticlericalata.

Al TG trasmettevano il ritrovamento degli autentici resti di S. Paolo. Una fatto storicamente rilevantissimo, e di interesse penso anche per i non credenti, a livello culturale. E mentre guardo l'inquadratura al Pontefice, sento arrivare i commenti "ehilà, guardo quanto oro ha il Papa!" "Bello sì!" ecc...

Lì per lì ho ritenuto opportuno non reagire. Ma ragazzi, la cosa aveva veramente del tragicomico, una vera scenetta dello spaghetti-antipapismo che contraddistingue questo paese: c'è l'annuncio di una grande scoperta storica, ed ecco che il popolino anticlericale, rappresentato a questa cena da due persone ("coppia di fatto", ovviamente), si mette ad usare il suo astio col ripetitore automatico, invece di aprire un pò la mente e le orecchie, per sentire se quello che ha da annunciare un nemico (per loro) da cartoni animati, forse abbia un contenuto che sfugge alle semplificazioni grezze del sé-dicente "pensiero laico".

Ma poi, quanto oro c'avrà questo Papa? Non più di quanto ce l'abbiano gli attori, i cantantucoli, o qualsiasi figura che l'italiota medio possa ammirare. Ha molte più ricchezza l'"idolo delle masse" Bono Vox; ed è pura malafede negare le opere di bene, ampiamente diffuse, che la Chiesa ha in tutto il mondo, e per le quali impiega costantemente i suoi soldi, a differenza delle varie star & magnati. Ma paradossalmente, solo al Papa vengono mosse queste accuse.

E gli ori del Papa? Non sfamerebbero un'africano per un mese. Sono paramenti e oggetti sacri, usati da colui che viene ritenuto il capo della Cristianità; in un passo del Vangelo viene regalato un profumo preziosissimo a Gesù, e Lui stesso non lo rifiuta, mentre Giuda era l'ipocrita che "voleva dare tutto ai poveri".

Ogni cosa ha il suo ruolo, e lo sfarzo non è peccato in sé, quando usato nelle giuste circostanze, e senza avidità. Lo capiranno mai gli italiotissimi?

(Fonte immagine: Flickr)

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musica
La morte dell'idolo
27 giugno 2009


Proprio qualche giorno fa riflettevo, su un'altro sito, a riguardo della morte di un'altro "mito del rock", ovvero quella di Kurt Cobain nel '94. Mi soffermavo sulle varie scene di "sacralizzazione" da parte dei fans: processioni, veglie, pianti neanche fosse morto il più santo dell'umanità...

Stessa cosa, in grande, sta capitando per la morte di Michael Jackson. Con grande soddisfazione delle case discografiche, le quali gongoleranno sul picco di vendite portate dall'ormai trapassato "Re del pop". Perché i meccanismi idolatrici di oggi sono così, sono renumerativi, soprattutto per certe "religioni" che altro non aspettano di avere queste manifestazioni di venerazione da parte dei "fans" (non fa mai male ricordare che è la contrazione di fanatics).

Ma così è la musica di oggi. Mentre la Classica un tempo mirava alla Bellezza, all'Armonia del suono, il rock e il pop oggi puntano alla creazione di piccoli dei, da adorare, che meritino (lucrose) celebrazioni, veglie, e pianti di fanatici vari in lacrime. I quali ripongono chissà quali speranze e ideali in persone che non fanno altro che compiere il loro lavoro. Oltretutto persone con vari problemi, e con lati molto oscuri nella propria storia.

Non era meglio riservarla a Cristo, tutta questa devozione?

P.S.: per quanto riguarda Jackson, che Dio lo abbia in gloria. Penso che, dovunque sia, adesso si trovi d'accordo con me.

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POLITICA
Non riesco a crederci...
24 giugno 2009
Ho appena sentito una, alla radio, che viene a portare un esempio di "cattivo esempio" (scusate il rigirio) per i giovani, per quanto riguarda il ruolo delle donne; questo esempio è una vera e propria emergenza, a suo dire, e ci dovremmo urgentemente riflettere. Secondo la signora, quale è questo "cattivo esempio"? No, non la quasi-pornografia che passa tutti i giorni in televisione, che dà un'immagine della donna come "bambola". Non i preservativi messi nelle scuole, per invitare a soddisfare subito i propri impulsi, che spingono a vedere la donna come oggetto di godimento. Neanche i programmi come "Uomini e Donne", con un prototipo di donna civetta e cretinissima.

Il vero male per le giovani, sul quale tutti dobbiamo riflettere, sono le parole dell'avvocato di Berlusconi: "usufruiva di loro come utilizzatore finale.". Avete capito bene. Queste parole, deduco, come un terremoto, saranno immedietamente seguite da schiere di nostri giovani, che da oggi, guardando all'esempio del Cavaliere Nero Simbolo del Male, dai bravi galantuomini che sono ora, diventeranno sfruttatori delle donne e ragazzi-padroni.

Mi vien voglia di diventare come Emilio Fede, se non altro per fare un dispetto all'idiozia troglodita dei miei "compatrioti italiani". E poi mi stupisco, appunto, di non esser patriottico...

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DIARI
Demenza
19 giugno 2009
Un segno di demenza è quando, oltre a scendere costantemente nella volgarità e nella grettezza nei discorsi, non si riesce a smettere di far battutine davanti a una serie TV non comica. Una serie TV, non un libro e manco un film: un qualcosa di relativamente più "facile" da assimilare, da seguire. E le battutine sono "compulsive", da bar, anzi, da asilo, per dar fiato alla bocca...

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TECNOLOGIE
Ok computer
18 giugno 2009
Se c'è una cosa che mi piace dei computer, è la loro "matematicità". I Personal Computer, gli elaboratori in generale, sono matematica implementata nel mondo reale. Una serie di logiche, ferree regole, le quali sono realizzate nel calcolatore in modo tale da non "sgarrare" mai. Alcuni questo lo troverebbero noioso, ma tutto l'universo della matematica è, in qualche modo, racchiuso all'interno di queste macchine. Complessi sistemi, sfide sempre nuove, applicativi diversi da conoscere e da imparare. Teoremi rigorosi che ne regolano il funzionamento, ma che non limitano la fantasia di utilizzo. Tutto questo mescolato alla concretezza e alla praticità dello "smanettamento", che ti dà il piacere del "meccanico" nell'utilizzarli...

Niente, era solo un pensiero estemporaneo, magari manco tanto chiaro, che mi è venuto risolvendo un problema a portatile in questa tarda ora, e volevo semplicemente condividerlo. A che serve sennò il blog :).

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Anti-Berlusconiacali
16 giugno 2009


Ho recentemente adocchiato un blog, l'ennesimo tra l'altro, totalmente antiberlusconiano; questo addirittura si propone di raccogliere tutti i banner dal sito del PdL, per denunciare i veri o presunti colpi di testa del Malefico.
Mi è venuto subito in mente il seguente articolo di Blondet, che ho riletto di recente. Una chiccha: nessuno aveva mai descritto la situazione dell'antiberlusconismo italiano con una così lampante lucidità...

Anti-berlusconismo ossessivo

Ricevo la seguente lettera:
Caro Blondet,
premetto innanzitutto che sono un assiduo lettore del suo giornale online: un ottima risorsa di informazione tra le tante che – fortunatamente – stanno nascendo nella rete in alternativa ai mass media convenzionali.
Le scrivo in merito al suo articolo
«Dopo Mortadella, il Salame?» del 28/01, che ha destato in me non poca perpressità.
Mi ha dato fastidio, diciamo quasi un rodimento interno, il fatto che lei declassasse Berlusconi a semplice
«salame», a confronto alla sinistra un «cappuccetto rosso», insinuando la sua incapacità e poca intelligenza, e dicendo che è poco cresciuto dopo Edilnord e Mediaset.
Questo giudizio mi suona molto strano e dubbio, sopratutto da una persona molto bene informata come lei.
Io non lo reputo un salame.
E non credo affatto che non sia all’altezza degli intrighi e delle tele di potere stese dalla sinistra.
Temo qualunque giudizio
«buonista» su Berlusconi; come se quello che ha fatto quando era al governo, e in particolare mi riferisco al periodo 2001-2006, è stato fatto con noncuranza, pochezza, «perché è un Salame».
Berlusconi, e mi sento di scriverlo maiuscolo e in grassetto, E’ STATO LO STATISTA PIU’ FURBO E IMPUNITO, nessuno come lui ha retto 5 anni, a fare i suoi PORCI comodi.
IO NON DIMENTICO:
- Legge Mammì, e i bei condoni del Tremonti (da lei tra l’altro definito -molto dubbiamente - competente: sì, ma per gli interessi di chi?...).
- Leggi Pecorella, Gasparri, ex-Cirielli, e tutta la trafila della squallide ad-personam berlusconiane, che hanno fatto evitare, per poco o per sempre, i molti processi in corso a suo carico o a carico di amici, di amici degli amici.
- Rogatorie internazionali: delinquenti mafiosi e sporchi affaristi ringraziano.
- Depenalizzazione del falso in bilancio: il paradosso solo italiano.
- Legge Cirami lodo Schifani e editti bulgari quanti ne vogliamo...
- Legge sulla tassa sulle successioni e donazioni... sono solo coincidenze che il salame ci guadagni carriole di euro...
- … Vabbè basta... Non voglio attentare alla sua pazienza, ma sopratutto non voglio ripetere cose su cui lei è decisamente più documentato di me.
E se non lo dimentico io, che ho 18 anni e che di tutto mi occupo tranne di politica (studio ingegneria e gioco a pallavolo), non lo dimentichi neanche lei caro direttore.
Berlusconi non ritengo sia stato un povero inetto turista di passaggio a Palazzo Chigi, ma è stato una fossa delle Marianne in una realtà italiana pesante e maledettamente irritante, che non è degno liquidare con un
«perché è un salame», ma che dovrebbe essere ricordata, per -utopia? - non ripeterla più in futuro.
Allora propongo, proprio per non dimenticare, di chiamarlo con un appellativo meno simpatico e bonario di «salame»... chiamiamolo MANDRAKE chiamiamolo QUADRUMVIRO...
... o al massimo, ER BANDANA!
Le invio un saluto di stima e spero risponda alla mia lettera.
 
Luigi Antonio P.

La risposta, caro Luigi, non ti piacerà.

Anche se ti ringrazio per la gentilezza, la pubblico come referto di una sindrome clinica che colpisce una parte eccessiva di italiani, in qualche modo analoga allo stress-post-traumatico (PTS) che colpisce i reduci dall’Iraq: l’anti-berlusconismo ossessivo-compulsivo (ABSC).
Credevo di aver criticato abbastanza Berlusconi dichiarandolo un Salame.
Ed ecco che tu prendi la penna per dire che questo ti «lascia perplesso», che «ti rode» addirittura: perché ti «declassa» a semplice cogli**cello la figura mitologica che ti sei formata: Mandrake,
il Quadrumviro (che marcia su Roma per instaurare il nuovo fascismo), lo «Statista più furbo e impunito».
Insomma, un’entità pericolosissima ma anche colossale: Sauron, che sta nella torre oscura di Mordor e s’è impossessato dell’Anello del Potere.
Qualcosa di simile al Male Assoluto.
Non a caso scrivi, tutto in maiuscolo, «Io non dimentico»!

Vorresti una Giornata della Memoria, a perenne monito del pericolo del Cavaliere Nero?
Non sei il solo a pensarla così.
Metà degli italiani sono in mobilitazione permanente da 15 anni contro questo immaginario gigante del Male, per sbarrare il passo del quale ogni misura è lecita: dai mezzi colpi di Stato dei magistrati, le centinaia di inchieste (molte delle quali finite in nulla), le sequele di governi «tecnici» (ossia non votati democraticamente), prima fra tutte quel governo Dini messo in piedi dal presidente della repubblica, Oscar Luigi Scalfaro, che fu un golpe, o almeno un golpetto vero e proprio, in quanto tradì la scelta della maggioranza degli elettori.

Colpiti da questa ossessione collettiva, che coltivano in sé come una sorta di masturbazione, di vizio mentale, metà degli italiani hanno portato ripetutamente al potere Prodi: personaggio che nulla ha di nuovo (era già ministro dell’Industria nel 1975, una longevità politica da far invidia ad Andreotti), per nulla meno complice del sistema corrotto (perché sarebbe stato messo un trentennio al vertice dell’IRI? Da quella poltrona si distribuivano le tangenti ai partiti e si gestiva il potere reale, quello del sottogoverno, dei posti, delle clientele), e per giunta da nessuno degli elettori votato in sé e per sé: l’hanno - l’avete votato - come cappello e simbolo di una coalizione dell’odio a Berlusconi.

E quanti sacrifici avete sopportato dal potere di Prodi, in nome dell’antiberlusconismo!
Avete votato una coalizione tra le più incredibilmente eterogene della storia mondiale: in cui convivono paleocomunisti arcaici accanto a grandi banchieri, ecologisti neo-neanderthaliani a fianco di eurocrati massoni, fiduciari di Goldman Sachs uniti a partiti-camorre, partiti-ndranghete, per non dimenticare il re dello Stato indipendente di Ceppaloni, gente «di sinistra» alla Diliberto con potenziali uomini forti di «destra» alla Di Pietro, populisti demagoghi e tecnocrati elitisti da salotti buoni finanziari.

(Leggi tutto)

(Fonte immagine: Flickr)

DIARI
All in prayer
15 giugno 2009


"...prayer in all.". Tutto nella preghiera, la preghiera in tutto. E' una frase di una canzone "profana" del gruppo "profano", del quale forse un giorno vi parlerò. Ma come esprime bene l'essenza del cristianesimo!

A volte mi stupisco che io, cattolico "praticante" (male, che Dio mi aiuti) da anni, mi ritrovi a scoprire delle verità così essenziali della mia religione. Ho sempre saputo dell'importanza della preghiera nella vita di fede, ma un recente periodo in cui mi è capitato di trascurarla me ne ha fatto toccare con mano l'immenso valore.

Quello che ha di straordinario è che si trova alla base della spiritualità, costituisce il "respiro dell'anima" come mi disse un sacerdote, e al contempo tutti possono raccogliersi in essa: i credenti più colti, come le semplici anime (una volta) di campagna, che tramite essa possono acquisire una sapienza ben maggiore dei teologi. Anche essendo analfabeti, non avendo accesso a compendii e lezioni di Dottrina, il colloquio con Dio permette di imparare da Lui molte cose. Certo, non dico che gli studi sono da buttare: l'orazione anzi aiuta a sperimentare i concetti che si acquisiscono approfondendo la miniera senza fine della Dottrina cattolica.

Mi rincuora enormemente sapere che, per tutto quello non posso fare, per tutte le situazioni in cui mi sento impotente, Dio mi dà questo mezzo straordinario dell'orazione, per me e per i miei fratelli. Dovessi fallire in tutti i miei progetti e chiudere pure questo blog, potrei lo stesso continuare il mio cammino di fede pregando e offrendo le sofferenze... persino un ateo, una volta, ammise di pregare ogni tanto iniziando con "Dio, se davvero esisti...".

Per non parlare degli effetti benefici della preghiera nella mia vita quotidiana: più energie, più disciplina, meno paranoie e pensieri inutili tra i più bei doni materiali, oltre che una fede rafforzata e rincuorata, e la bellezza della presenza del Signore in sé. Dialogare con Dio (è in fondo di questo che stiamo parlando) mi ricorda costantemente che il fine principale di tutto è Lui, evitando di lasciarmi perdere in progetti ed iniziative inutili; mi fa sentire la Sua Presenza e quella della Madonna SS., mi rafforza, mi consola... è troppo poco lo spazio per elencare tutte le grazie e i doni che ricevo dal semplice gesto di pregare. E io che spesso mi arrovellavo per dare questa o quella testimonianza agli altri, senza ricordarmi che i grandi Santi ricevevano dalla vita di preghiera la forza, l'ispirazione e il coraggio di portare Dio al mondo.

Perché la preghiera è come il nutrimento spirituale. Se uno non mangia può sopravvivere, ma attaccato a un letto di ospedale magari, in coma e con una flebo. Per compiere le opere di Dio, bisogna nutrirsi e bene, e poi prendere iniziative che non siano sbagliate o fallite in partenza, perché prima non abbiamo ricevuto il cibo necessario per compierle. E' da lì, dall'orazione, che sgorga la nostra vita da cristiani giorno per giorno, e non da noi stessi.

Infine, penso che la preghiera sia una pietra d'inciampo per chi rifiuta l'idea dell'esistenza di Dio, o la mette in dubbio. Per questo invito tutti gli atei/agnostici/razionalisti che dovessero ascoltarmi: provate a chiedere a Dio di aiutarvi a capire che Lui c'è. Non costa niente. Fatelo senza arroganza, con umiltà, come vi porreste davanti a una verifica scientifica. Se non c'è nessuno, avrete buttato via due minuti. Chi accetta la sfida?

P.S.: per toccare con mano la potenza della preghiera e delle pratiche religiose, basti vedere i doni che sono legati a questi due semplici atti:

Primi nove Venerdì del mese
Orazioni di S. Brigida

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