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CULTURA
Il "caso Galileo" secondo il prof. Cardini
20 gennaio 2008
Sulla scia delle polemiche di questi giorni, ci terrei a riproporre l'interessante analisi del "caso Galileo" fatta dal prof. Franco Cardini, storico autore di numerosi volumi, che presenta una lucida e accurata ricostruzione della realtà dei fatti.

P.S.: Tengo a dire che non posso certo sottoscrivere tutti i contenuti del sito "storialibera", che comunque non ho letto nel completo; ma articoli come quello sotto sono certo degni di nota.

Galileo Galilei. La leggenda del «martire» della scienza moderna

Fra le «leggende nere» che la cultura laicista sovrappone alla realtà della storia, una in particolare ha dimostrato caratteri di straordinaria resistenza alla prova dei secoli e della verità: è la leggenda o mitologia sorta intorno a Galileo Galilei, pisano, Padre della Scienza e Vittima della Inquisizione.

Quali le cause di tanta tenacia? La risposta può essere trovata scorrendo, ad esempio, qualcuna delle opere più diffuse dedicate allo scienziato pisano e cercarvi il senso con cui viene presentata la vicenda che lo vide protagonista, nonché il messaggio che, attraverso essa, viene veicolato: Galileo fu colui che, volendo innovare il metodo di indagine nel regno della natura, trovò sulla sua strada la Chiesa cattolica e il suo apparato repressivo e oscurantista, l'Inquisizione; da questa fu obbligato ad una umiliante autoaccusa e sottoposto ad una lunga e dura carcerazione. Ma il suo esempio, continua il messaggio, fu raccolto dagli spiriti più liberi d'Europa e consentì di aprire la strada a quel sapere scientifico che ha rimosso la superstizione e ha beneficato l'umanità con i risultati delle sue scoperte.

Questo racconto, che non è la storia di Galileo, è nato oltre due secoli fa, nello stesso ambiente culturale che operava, in nome della «ragione», alla demolizione sistematica della memoria storica dell'Europa cristiana. Gli intellettuali dell'Enciclopedia, che già avevano avviato la demonizzazione delle Crociate, della civiltà medievale e che stavano gettando cumuli di calunnie sulla conquista delle Americhe da parte delle potenze cattoliche di Spagna e Portogallo, non si lasciarono sfuggire le opportunità che la vicenda legata a Galileo Galilei offriva in termini di polemica anticattolica: e quello che era, e poteva restare, un caso umano, ancorché doloroso e drammatico, fu trasformato in un caso - il caso Galileo appunto -, esemplare, nell'intenzione dei suoi formulatori, di una costitutiva inconciliabilità tra fede e ragione, tra religione e scienza, tra dogma e libertà di ricerca.

Dal secolo dei Lumi la mitologia galileiana si è radicata nella cultura europea, e non solo scientifica; si è arricchita, nei decenni, di una aneddotica divenuta ormai patrimonio scolastico comune; è entrata nell'immaginario collettivo attraverso la letteratura, il teatro, il cinema; è venuta a costituire, con tutto ciò, l'elemento separatore fra due mondi, fra due culture, la prova di una pretesa irriducibilità fra l'attitudine religiosa, - con il suo inevitabile corollario costituito dalla adesione ad una «chiesa» - e il bisogno dell'uomo di battere liberamente le vie della conoscenza, senza «costrizioni» o «condizionamenti».

Nella crisi grandiosa che ha colpito la Cristianità a partire dalla fine del Medioevo, crisi che si presenta in una veste passiva - come diminuzione del senso religioso - e in una attiva - come attacco polemico alla religione e alle sue incarnazioni storiche -, il caso Galileo, per la sua innegabile portata dialettica, è ascrivibile alla seconda tipologia. All'interno della cultura cattolica, infatti, esso ha costituito, e costituisce tuttora, un fattore di imbarazzo e di divisione, essendo la vicenda galileiana sentita comunemente come una colpa e considerata come una macchia nella storia della Chiesa. E certamente ha anche alimentato quel dissenso dalla gerarchia che, in epoca moderna, si è rivestito di valenze scientifiche e ha individuato nel «progresso» la via per superare l'«immobilismo» della «Chiesa-istituzione». Da ultimo, ma non per l'importanza che la questione riveste, l'immagine di Galileo «martire» della scienza ha condizionato negativamente il rapporto degli uomini di scienza con la religione in generale e con la fede cattolica in particolare.


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permalink | inviato da -Lore- il 20/1/2008 alle 14:53 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
SOCIETA'
Ratzinger su Galileo
16 gennaio 2008
Apro un altro post, forse l'ultimo sull'argomento, in quanto vale la pena riportare il discorso del Papa sul Galileo al quale si sono appigliati i 60 fisici contestatari:

Cosa disse Ratzinger su Galileo

A voi il giudizio. Sembra comunque evidente che queste persone abbiano letto solo una frase estrapolata e decontestualizzata dal discorso, un po come fecero i fondamentalisti arabi per Ratisbona.
A regola, la lucidità usata per studiare le leggi fisiche viene a mancare, quando si tratta di ideologia e di avversari pertinenti ad essa.

Mi pare giusto riportare un altro interessantissimo articolo, il cui solo titolo spero vi spinga ad approfondire:

Quando Ratzinger difese Galileo alla Sapienza

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permalink | inviato da -Lore- il 16/1/2008 alle 16:34 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
SOCIETA'
A me questi fanno paura...
15 gennaio 2008
"Giovedì sarà una grande festa perché la laicità dell'Università e la libertà dello studio hanno avuto la meglio su chi voleva mettere una barriera militare nella città universitaria". E' stata questa la reazione a caldo alla notizia che il Papa non parteciperà all'inaugurazione dell'anno accademico da parte di Francesco Raparelli, portavoce degli studenti che stavano organizzando la mobilitazione.
[...]
Una vittoria della laicità e della libertà di studio. Così Francesco Raparelli, il portavoce degli studenti della "Rete", l'organizzazione che oggi ha occupato il rettorato della Sapienza e stava promuovendo la mobilitazione anti-Ratzinger, saluta l'annullamento della visita di giovedì del Papa all'università. La giornata di oggi potrebbe essere una "indicazione politica" per il Paese, ha aggiunto, contro le ingerenze della Chiesa cattolica in uno spazio pubblico dove devono dominare la ragione e il dialogo.

http://www.ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/daassociare/visualizza_new.html_13474057.html

Ragione e dialogo? Libertà?

Io inizio veramente a spaventarmi... la ragione deve essere la loro ragione, la libertà la loro?
Devono decidere loro chi è degno della libertà e chi no? Chi è degno di parlare e chi no?

Mamma mia... agghiaccianti ricordi storici.

(E tra l'altro, mi sa anche tanta ignoranza sul "caso Galileo"...).

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permalink | inviato da -Lore- il 15/1/2008 alle 19:18 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
SOCIETA'
Grazie.
15 gennaio 2008
"Non la penso come te, ma farò di tutto perché tu possa esprimere la tua opinione."

Filmato Voltaire, "libero pensatore". Come i laicisti che hanno imbavagliato il Papa. Come potranno continuare a dire di essere per la libertà (non solo di coscienza)?

Intanto, un grazie ironico e amaro. E l'immenso dispiacere di vedere una gioventù, mia coetanea, che affonda nelle sue contraddizioni senza accorgersene. Seguendo gli esempi di coloro che, in nome della loro ideologia che nulla ha a che fare con la scienza, costruiscono barricate. E dittature.

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permalink | inviato da -Lore- il 15/1/2008 alle 17:50 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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