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POLITICA
Nobel (più postilla sul blog)
9 ottobre 2009



Era da un pò che non sentivamo parlare di S. Obama da Chicago. Qualcuno ha voluto rispolverare la Sacra Fama, ergendolo addirittura al premio Nobel. Tale riconoscimento, ai miei occhi, sta perdendo sempre più valore: Madre Teresa, appena seppe di aver vinto il Nobel, quasi lo snobbò, e fece bene. 

Infatti, ricordo ancora la vergognosa esclusione del fisico (guardacaso) cattolico Cabibbo (a qualcuno sarebbe toccato ammettere l'esistenza di una Pontificia Accademia delle Scienze... scherziamo...): il premio, la si rigiri come si vuole, è politico. A questo punto, perché non candidare pure Berlusconi? :).

P.S.: sono andato a controllare nel Google Analytics di questo blog... bene, ho visto che ieri ha avuto un'impennata di ben 28 visite (non ridete, per me son parecchie)... siccome questo blog, pur esistendo da tanto, ha ancora da trovare un periodo in cui posso aggiornarlo non a singhiozzo, per poi auspicabilmente raggiungere un numero fisso di lettori; e siccome questo periodo mi pare ideale per poter fare una cosa del genere... i pochi lettori che passano, mi lascino un commento. Anche un ciao: tanto per convincermi che vale la pena scrivere (e che non è impazzito l'analytics ;) ).

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permalink | inviato da -Lore- il 9/10/2009 alle 22:28 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
politica interna
Il Mostro
4 ottobre 2009
E io che pensavo gli antiberlusconisti tutti concentrati a casa nostra. O almeno, tra le persone di nazionalità italiana.
Invece no. Ecco cosa ho trovato per caso su Flickr:



Magari molti di voi ne erano già a conoscenza: io quest'ultima me l'ero proprio persa. Ebbene sì, l'antiberlusconismo, spero almeno non nella forma ossessiva alla quale ci hanno abituati, spunta pure in America, precisamente a New York, dove la foto è stata fatta. Per carità, in realtà sono quasi certo si tratti dei soliti italioti, che magari vogliono esportare la loro Causa di Tutti i Mali. Chissà, penseranno, dato che in Italia non c'è libertà di stampa (??), almeno all'estero ci considereranno, un minimo. Personalmente, ho i miei dubbi... intanto comunque invito a spingere al massimo l'iniziativa, sperando che un trasferimento di massa di tali individui presso la Grande Mela, non riporti il quartiere chic in cui sono comparsi i manifesti, al ghetto che era; del resto, l'inciviltà italiota è assai più famosa del Sauron Berlusconi (vedasi qui; molti tra i commentatori alla notizia, sono invitati al trasloco...)...
politica interna
Il Fini futuro
1 settembre 2009


Con mio grande stupore, nell'ascoltare Radio Tre, sento una certa Sofia Ventura, vicina al giornale di Fini FareFuturo, attaccare il governo con sproloqui tipici della nostra opposizione "désenistra".

Non si finisce mai di imparare: cercando velocemente in rete, trovo un vecchio articolo del Corriere che spiega tutto; ai tempi, mi persi che si trattava di un soggetto radicaloide, che a detta del Corriere "non ha mai votato AN.". A questo siamo arrivati.

Ed ecco, mentre scrivo, la Nostra che "prevede" la successione del Nullismo Finiano alla guida del PDL. La "faina senza zavorra", l'uomo senza valori a parte il potere e il comando, ne ha fatta un'altra delle sue: non ha esitato a mettere una radicaloide a fare la portavoce del suo giornale, per far propaganda contro Berlusconi, e per arruffianarsi la sinistra.

La speranza per il Partito delle Libertà sarà solo una, in un futuro post-berlusconiano: Tremonti. Altrimenti, a forza di "aperture", di "dibattiti sui valori fondanti", di "abbattere la dittatura berlusconiana", otterremo la vera, propria, realizzata dittatura. Ma quella del relativismo.

Adesso provo ad ascoltarla un'altro pò, ma non aspettatevi che non mi fermi prima del vomito.

(Fonte immagine:
Flickr)

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politica interna
Meritocrazia
5 luglio 2009


Ignazio Marino, candidandosi alla segreteria del PD, ha detto che considererà come elemento di primo piano la meritocrazia.

Infatti, tutti ci ricordiamo come fosse tra i primi, a sostenere che Eluana non fosse meritevole di vivere. Quando il ragazzo parla, dice sul serio.

(Fonte immagine: Flickr)

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politica interna
I valori della Lega
3 luglio 2009


Nonostante non sia mai stato un leghista, in passato non giudicavo malaccio il movimento: più che altro ero convinto che, sotto la scorza delle esagerazioni, ci fossero dei valori tradizionali, ovvero della tradizione cristiana, molto validi e sentiti.

Ultimamente, però, mi sembra sempre più azzeccata la definizione pungente di Blondet, che li paragona ad un becero gruppo tribale (senza offesa per i gruppi tribali in sé). I valori, infatti, si son visti prima alla dichiarazione di Bossi contro il Papa riguardante il preservativo, di cui abbiamo già trattato, ed oggi nella polemica contro le dichiarazioni degli ecclesiastici, e in favore delle leggi "cattivissime". Io non me ne intendo, e so che è vero che la mentalità generale sinistrorsa italiana tende all'"accoglienza", contro ogni esigenza di sicurezza... ma è cristiano fare leggi che, se quello che ho letto è vero, vanno a colpire le badanti e altre persone indifese? Che debbano per forza esagerare per far contento qualche elettore, per una volta uso anche io il termine, xenofobo?

A me pare che la Lega, più che sui valori, si basi sulla paura degli immigrati, e sul tanto amato federalismo fiscale, sul quale anche ho sentito pareri non proprio positivi. Ma per il quale, scommetto che pian piano sarebbero capace di svendere qualsiasi tipo di cristianesimo, se necessario.

P.S.: tanto per chiarirci, rimanessero solo loro e un qualsiasi partito di sinistra, gli sceglierei comunque bendato...

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permalink | inviato da -Lore- il 3/7/2009 alle 19:47 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
POLITICA
Non riesco a crederci...
24 giugno 2009
Ho appena sentito una, alla radio, che viene a portare un esempio di "cattivo esempio" (scusate il rigirio) per i giovani, per quanto riguarda il ruolo delle donne; questo esempio è una vera e propria emergenza, a suo dire, e ci dovremmo urgentemente riflettere. Secondo la signora, quale è questo "cattivo esempio"? No, non la quasi-pornografia che passa tutti i giorni in televisione, che dà un'immagine della donna come "bambola". Non i preservativi messi nelle scuole, per invitare a soddisfare subito i propri impulsi, che spingono a vedere la donna come oggetto di godimento. Neanche i programmi come "Uomini e Donne", con un prototipo di donna civetta e cretinissima.

Il vero male per le giovani, sul quale tutti dobbiamo riflettere, sono le parole dell'avvocato di Berlusconi: "usufruiva di loro come utilizzatore finale.". Avete capito bene. Queste parole, deduco, come un terremoto, saranno immedietamente seguite da schiere di nostri giovani, che da oggi, guardando all'esempio del Cavaliere Nero Simbolo del Male, dai bravi galantuomini che sono ora, diventeranno sfruttatori delle donne e ragazzi-padroni.

Mi vien voglia di diventare come Emilio Fede, se non altro per fare un dispetto all'idiozia troglodita dei miei "compatrioti italiani". E poi mi stupisco, appunto, di non esser patriottico...

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Anti-Berlusconiacali
16 giugno 2009


Ho recentemente adocchiato un blog, l'ennesimo tra l'altro, totalmente antiberlusconiano; questo addirittura si propone di raccogliere tutti i banner dal sito del PdL, per denunciare i veri o presunti colpi di testa del Malefico.
Mi è venuto subito in mente il seguente articolo di Blondet, che ho riletto di recente. Una chiccha: nessuno aveva mai descritto la situazione dell'antiberlusconismo italiano con una così lampante lucidità...

Anti-berlusconismo ossessivo

Ricevo la seguente lettera:
Caro Blondet,
premetto innanzitutto che sono un assiduo lettore del suo giornale online: un ottima risorsa di informazione tra le tante che – fortunatamente – stanno nascendo nella rete in alternativa ai mass media convenzionali.
Le scrivo in merito al suo articolo
«Dopo Mortadella, il Salame?» del 28/01, che ha destato in me non poca perpressità.
Mi ha dato fastidio, diciamo quasi un rodimento interno, il fatto che lei declassasse Berlusconi a semplice
«salame», a confronto alla sinistra un «cappuccetto rosso», insinuando la sua incapacità e poca intelligenza, e dicendo che è poco cresciuto dopo Edilnord e Mediaset.
Questo giudizio mi suona molto strano e dubbio, sopratutto da una persona molto bene informata come lei.
Io non lo reputo un salame.
E non credo affatto che non sia all’altezza degli intrighi e delle tele di potere stese dalla sinistra.
Temo qualunque giudizio
«buonista» su Berlusconi; come se quello che ha fatto quando era al governo, e in particolare mi riferisco al periodo 2001-2006, è stato fatto con noncuranza, pochezza, «perché è un Salame».
Berlusconi, e mi sento di scriverlo maiuscolo e in grassetto, E’ STATO LO STATISTA PIU’ FURBO E IMPUNITO, nessuno come lui ha retto 5 anni, a fare i suoi PORCI comodi.
IO NON DIMENTICO:
- Legge Mammì, e i bei condoni del Tremonti (da lei tra l’altro definito -molto dubbiamente - competente: sì, ma per gli interessi di chi?...).
- Leggi Pecorella, Gasparri, ex-Cirielli, e tutta la trafila della squallide ad-personam berlusconiane, che hanno fatto evitare, per poco o per sempre, i molti processi in corso a suo carico o a carico di amici, di amici degli amici.
- Rogatorie internazionali: delinquenti mafiosi e sporchi affaristi ringraziano.
- Depenalizzazione del falso in bilancio: il paradosso solo italiano.
- Legge Cirami lodo Schifani e editti bulgari quanti ne vogliamo...
- Legge sulla tassa sulle successioni e donazioni... sono solo coincidenze che il salame ci guadagni carriole di euro...
- … Vabbè basta... Non voglio attentare alla sua pazienza, ma sopratutto non voglio ripetere cose su cui lei è decisamente più documentato di me.
E se non lo dimentico io, che ho 18 anni e che di tutto mi occupo tranne di politica (studio ingegneria e gioco a pallavolo), non lo dimentichi neanche lei caro direttore.
Berlusconi non ritengo sia stato un povero inetto turista di passaggio a Palazzo Chigi, ma è stato una fossa delle Marianne in una realtà italiana pesante e maledettamente irritante, che non è degno liquidare con un
«perché è un salame», ma che dovrebbe essere ricordata, per -utopia? - non ripeterla più in futuro.
Allora propongo, proprio per non dimenticare, di chiamarlo con un appellativo meno simpatico e bonario di «salame»... chiamiamolo MANDRAKE chiamiamolo QUADRUMVIRO...
... o al massimo, ER BANDANA!
Le invio un saluto di stima e spero risponda alla mia lettera.
 
Luigi Antonio P.

La risposta, caro Luigi, non ti piacerà.

Anche se ti ringrazio per la gentilezza, la pubblico come referto di una sindrome clinica che colpisce una parte eccessiva di italiani, in qualche modo analoga allo stress-post-traumatico (PTS) che colpisce i reduci dall’Iraq: l’anti-berlusconismo ossessivo-compulsivo (ABSC).
Credevo di aver criticato abbastanza Berlusconi dichiarandolo un Salame.
Ed ecco che tu prendi la penna per dire che questo ti «lascia perplesso», che «ti rode» addirittura: perché ti «declassa» a semplice cogli**cello la figura mitologica che ti sei formata: Mandrake,
il Quadrumviro (che marcia su Roma per instaurare il nuovo fascismo), lo «Statista più furbo e impunito».
Insomma, un’entità pericolosissima ma anche colossale: Sauron, che sta nella torre oscura di Mordor e s’è impossessato dell’Anello del Potere.
Qualcosa di simile al Male Assoluto.
Non a caso scrivi, tutto in maiuscolo, «Io non dimentico»!

Vorresti una Giornata della Memoria, a perenne monito del pericolo del Cavaliere Nero?
Non sei il solo a pensarla così.
Metà degli italiani sono in mobilitazione permanente da 15 anni contro questo immaginario gigante del Male, per sbarrare il passo del quale ogni misura è lecita: dai mezzi colpi di Stato dei magistrati, le centinaia di inchieste (molte delle quali finite in nulla), le sequele di governi «tecnici» (ossia non votati democraticamente), prima fra tutte quel governo Dini messo in piedi dal presidente della repubblica, Oscar Luigi Scalfaro, che fu un golpe, o almeno un golpetto vero e proprio, in quanto tradì la scelta della maggioranza degli elettori.

Colpiti da questa ossessione collettiva, che coltivano in sé come una sorta di masturbazione, di vizio mentale, metà degli italiani hanno portato ripetutamente al potere Prodi: personaggio che nulla ha di nuovo (era già ministro dell’Industria nel 1975, una longevità politica da far invidia ad Andreotti), per nulla meno complice del sistema corrotto (perché sarebbe stato messo un trentennio al vertice dell’IRI? Da quella poltrona si distribuivano le tangenti ai partiti e si gestiva il potere reale, quello del sottogoverno, dei posti, delle clientele), e per giunta da nessuno degli elettori votato in sé e per sé: l’hanno - l’avete votato - come cappello e simbolo di una coalizione dell’odio a Berlusconi.

E quanti sacrifici avete sopportato dal potere di Prodi, in nome dell’antiberlusconismo!
Avete votato una coalizione tra le più incredibilmente eterogene della storia mondiale: in cui convivono paleocomunisti arcaici accanto a grandi banchieri, ecologisti neo-neanderthaliani a fianco di eurocrati massoni, fiduciari di Goldman Sachs uniti a partiti-camorre, partiti-ndranghete, per non dimenticare il re dello Stato indipendente di Ceppaloni, gente «di sinistra» alla Diliberto con potenziali uomini forti di «destra» alla Di Pietro, populisti demagoghi e tecnocrati elitisti da salotti buoni finanziari.

(Leggi tutto)

(Fonte immagine: Flickr)

POLITICA
Troppo complottismo fa male
22 aprile 2009

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POLITICA
CGIL: cambieranno l'Italia (o almeno spero la dentiera...)
9 aprile 2009


Gentile direttore,

ci tenevo ad esprimere il mio sentito ringraziamento alla cgil per l'odierna manifestazione. Dovendo recarmi a lavoro (io), ho dovuto effettuare un giro di 40 minuti essendo buona parte delle strade nella zona S. Giovanni chiuse per la manifestazione, arrivando quindi in ritardo; da lavoratore, non posso che constatare subito i primi benefici effetti dell'iniziativa del sindacato! In compenso, durante il mio lungo aggiramento dei manifestanti, ho avuto modo di osservarne per bene la composizione: 80% pensionati con viaggio e pranzo gentilmente offerti dal sindacato; 10% studenti con stelle rosse e bandiere del che; 5% di residuati bellici anni 70 evidentemente inoccupabili; 5% di sigore dall'aria radical chic con le mani troppo curate per essere operaie. Di lavoratori, a occhio e croce, poca roba. La rabbia per il disagio che ho patito è stata parzialmente attenuata dalla pena per questi vecchietti mascherati con cappelli e fratini rossi, che sembravano scimmiette ammaestrate; buon per loro che  l'imponente organizzazione avesse cosparso il tragitto del corteo di gazebo e lunghissime file di confezioni d'acqua, così che i poveri pensionati non dovranno sobbarcarsi il peso delle bibite lungo il tragitto. Demagogia per demogogia, mi chiedo: quanto sarà costata questa manifestazione? non poteva la cgil usare questi soldi per darli ai disoccupati o ai pensionati?

saluti

p.t.



Sì, la composizione sociale della CGIL è proprio quella da lei indicata. E sì, i manifestanti sono pagati, viaggio e vitto, grazie ai soldi della CGIl, 1800 miliardi l'anno (in vecchie lire) che ricava dalle buste paga e pensioni, in modo sostanzialmente automatico, e di cui non ha da rendere conto, essendo esentata - come tutti i sindacati - dall'obbligo di pubblicare il bilancio consolidato. Abbiamo visto sfilare gli strumenti di una delle grandi caste italiane inadempienti e irresponsabili, ed uno dei grandi centri di evasione fiscale. Ma nessun governo farà mai nulla (basterebbe una legge che obbligasse a mostrare i bilanci e a pagare le tasse) perchè ha i "suoi" sindacati clientelari, Uil, Cisl, UGL. Tutti d'accordo a risucchiare i soldi dalle nostre tasche.
In ogni caso, se il governo di Berlusconi è superficiale di fronte alla crisi, quella parte che la CGIL mostra in piazza è semplicemente retriva e oscurantista. Ogni volta che il Salame ci fa cascare le braccia, questi ci ricordano che gli altri sono persino peggio. Che allegria.

Maurizio Blondet

(Fonte: EFFEDIEFFE)

(Fonte immagine: Flickr)

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POLITICA
Il Ridicolo
4 aprile 2009


Mentre apparecchiavo, ero sintonizzato su RaiNews 24, dove davano la diretta della "mitiga" manifestazione della ciggielle. Ma non ce l'ho fatta a reggerla. Poi mi connetto al Cannocchiale, e vedo in prima pagina post e post dedicati a questa "solenne" manifestazione.

Eppure, a me questi nostalgici falcemmartellati fanno ridere. Tutti lì, nella piazzetta, con le bandiere di un'ideologia di cui nessuno ricorda i principi, a far finta di partecipare alla "resistenza", a celebrare i morti sul lavoro (per loro sembra quasi le uniche morti degne di una denuncia in piazza); tutto in mezzo al concertino della solita band.

Si capisce sempre di più perché vanno di moda i comici che fanno politica. Sacralizzare il comico è un pò il sacralizzare l'italiotismo stesso. Soprattutto riguardo a certe manifestazioni che vorrebbero essere serie.

(Fonte immagine: Flickr)
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