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CULTURA
To be continued...
4 dicembre 2009



permalink | inviato da -Lore- il 4/12/2009 alle 13:17 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
DIARI
10
8 ottobre 2009
L'amico Faber, ultimamante spunta di rado. Ma oggi l'ha fatto con una bella trovata. Venendo subito al sodo, ecco qua 10 punti che mi interessa condividere di me:

  1. Amo la matematica. Il fatto che sia considerato strano per un giovane, è un fattore rivelante del degrado dell'umanità, forse di tutti i tempi :-D.
  2. Amo l'informatica. Non penso più della prima, forse meno, probabilmente siamo lì.
  3. Questa la dico per farmi apparire un pò meno nerd: mi piace anche lo sport. Attenzione, rigorosamente jogging e karate, che spero di poter riprendere a praticare a breve. Bello - ma solo da vedere - il pattinaggio artistico. Non disdegno il ping-pong, e alle medie mi divertivo un sacco tra pallamano e pallavolo (e baseball!).
  4. Mi faccio dubbi su tutto. E sempre di più: d'altronde, sono passato, in un tempo non molto lontano, da sionista a pro-palestina... alcuni di voi potranno chiedermi: e i dogmi? E il Magistero infallibile? Beh, facendosi domande, si approfondiscono sempre di più, no ;)? Solo i (neo)giacobini ritengono le certezze e il porsi interrogativi due cose incompatibili...
  5. Mi sono convertito leggendo la vita di Padre Pio. Mi sono detto infatti: "solo nella Chiesa cattolica si trovano persone così, che grazie alla fede raggiungono questi livelli. E questa deve quindi essere la vera fede". Tutto quello che è successo, e che ho imparato dopo la conversione, non ha fatto altro che confermarmelo. Non mi ricordo il sito che lessi all'epoca, ma ne esiste un'altro che è ottimo.
  6. Penso che il male di questa società, sia da ricercare nelle cose accettate supinamente da tutti. I "miti del rock", acriticamente tali a partire da Elvis; il rock stesso, con i suoi profeti indiscussi, dagli intoccabili Beatles ai gruppi più satanizzanti, con un ribellismo che ha percorso praticamente tutto questo filone, non lasciando fuori nessuno dei protagonisti e degli "adoranti". Ma anche il sesso prematrimoniale "immancabile", il "mitico" sessantotto, l'"eroica resistenza" contro il fascismo "male assoluto"; insomma, tutto il brodo che vi può venire in mente.
  7. Ho fatto tante scelte sbagliate nella mia vita. Anche importanti e fondamentali. Non lo nego, per tanti versi potrei definirmi "mancato"... ma preferei dirmi "salvato", visto quanto Dio mi ha fatto recuperare, e continua a fare nella mia vita... se dovessi tornare indietro, comunque, cambierei tutto radicalmente.
  8. Penso che il mondo sia vicino a qualcosa di simile all'Apocalisse. Se non la vera e propria fine. Non sto scherzando, leggetevi qualche profezia...
  9. Mi piacerebbe ri-incontrare determinate persone, perse nel mio passato. Ma solo se sarà Volontà di Dio.
  10. Ho bisogno che la gente preghi per me. Come cristiano sono piuttosto scarso. Vi ringrazio in anticipo se vorrete contribuire ;).
P.S.: altre persone da incatenare? Fate vobis :).

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permalink | inviato da -Lore- il 8/10/2009 alle 0:8 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
SOCIETA'
Il popolino anti-papalino
29 giugno 2009
antipapisti


A una cena a cui sono stato praticamente costretto a partecipare, mi è toccato sorbire la solita anticlericalata.

Al TG trasmettevano il ritrovamento degli autentici resti di S. Paolo. Una fatto storicamente rilevantissimo, e di interesse penso anche per i non credenti, a livello culturale. E mentre guardo l'inquadratura al Pontefice, sento arrivare i commenti "ehilà, guardo quanto oro ha il Papa!" "Bello sì!" ecc...

Lì per lì ho ritenuto opportuno non reagire. Ma ragazzi, la cosa aveva veramente del tragicomico, una vera scenetta dello spaghetti-antipapismo che contraddistingue questo paese: c'è l'annuncio di una grande scoperta storica, ed ecco che il popolino anticlericale, rappresentato a questa cena da due persone ("coppia di fatto", ovviamente), si mette ad usare il suo astio col ripetitore automatico, invece di aprire un pò la mente e le orecchie, per sentire se quello che ha da annunciare un nemico (per loro) da cartoni animati, forse abbia un contenuto che sfugge alle semplificazioni grezze del sé-dicente "pensiero laico".

Ma poi, quanto oro c'avrà questo Papa? Non più di quanto ce l'abbiano gli attori, i cantantucoli, o qualsiasi figura che l'italiota medio possa ammirare. Ha molte più ricchezza l'"idolo delle masse" Bono Vox; ed è pura malafede negare le opere di bene, ampiamente diffuse, che la Chiesa ha in tutto il mondo, e per le quali impiega costantemente i suoi soldi, a differenza delle varie star & magnati. Ma paradossalmente, solo al Papa vengono mosse queste accuse.

E gli ori del Papa? Non sfamerebbero un'africano per un mese. Sono paramenti e oggetti sacri, usati da colui che viene ritenuto il capo della Cristianità; in un passo del Vangelo viene regalato un profumo preziosissimo a Gesù, e Lui stesso non lo rifiuta, mentre Giuda era l'ipocrita che "voleva dare tutto ai poveri".

Ogni cosa ha il suo ruolo, e lo sfarzo non è peccato in sé, quando usato nelle giuste circostanze, e senza avidità. Lo capiranno mai gli italiotissimi?

(Fonte immagine: Flickr)

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DIARI
Demenza
19 giugno 2009
Un segno di demenza è quando, oltre a scendere costantemente nella volgarità e nella grettezza nei discorsi, non si riesce a smettere di far battutine davanti a una serie TV non comica. Una serie TV, non un libro e manco un film: un qualcosa di relativamente più "facile" da assimilare, da seguire. E le battutine sono "compulsive", da bar, anzi, da asilo, per dar fiato alla bocca...

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TECNOLOGIE
Ok computer
18 giugno 2009
Se c'è una cosa che mi piace dei computer, è la loro "matematicità". I Personal Computer, gli elaboratori in generale, sono matematica implementata nel mondo reale. Una serie di logiche, ferree regole, le quali sono realizzate nel calcolatore in modo tale da non "sgarrare" mai. Alcuni questo lo troverebbero noioso, ma tutto l'universo della matematica è, in qualche modo, racchiuso all'interno di queste macchine. Complessi sistemi, sfide sempre nuove, applicativi diversi da conoscere e da imparare. Teoremi rigorosi che ne regolano il funzionamento, ma che non limitano la fantasia di utilizzo. Tutto questo mescolato alla concretezza e alla praticità dello "smanettamento", che ti dà il piacere del "meccanico" nell'utilizzarli...

Niente, era solo un pensiero estemporaneo, magari manco tanto chiaro, che mi è venuto risolvendo un problema a portatile in questa tarda ora, e volevo semplicemente condividerlo. A che serve sennò il blog :).

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DIARI
Saper aspettare, ovvero l'arte di "restare a Gerusalemme"
24 maggio 2009
Per molti, dire che "il Vangelo parla direttamente alla nostra vita" può apparire privo di senso. Per alcuni non credenti, poi, forse anche motivo di ironia: già lo vedo Odifreddi o chi per lui a fare strampalati pseudo-calcoli della probabilità, per decidere quanto le pagine del Vangelo sarebbero "adattabili" alle situazioni di ogni giorno...

Ma non è proprio questione di pura adattabilità letterale, come per l'oroscopo. Tramite le parole evangeliche, se hai il cuore aperto ad ascoltare, senti la voce di Dio che ti parla dentro, come se ti rivelasse all'anima delle piccole perle di saggezza ogni volta. In certi casi sono delle regole di condotta e di vita cristiana, di comportamento generale: non per questo meno preziose. Ma in diverse occasioni si riferiscono proprio al particolare momento che si sta attraversando, dandogli una luce particolare, dischiudendone almeno parzialmente il significato secondo la Volontà di Dio.

Per me è stato così durante la lettura degli Atti degli Apostoli. Vi riporto il pezzo che mi ha colpito, (di cui potete leggere anche la versione completa):

Mentre si trovava a tavola con essi, ordinò loro di non allontanarsi da Gerusalemme, ma di attendere che si adempisse la promessa del Padre "quella, disse, che voi avete udito da me: 
Giovanni ha battezzato con acqua, voi invece sarete battezzati in Spirito Santo, fra non molti giorni". 
Così venutisi a trovare insieme gli domandarono: "Signore, è questo il tempo in cui ricostituirai il regno di Israele?". 
Ma egli rispose: "Non spetta a voi conoscere i tempi e i momenti che il Padre ha riservato alla sua scelta
ma avrete forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi e mi sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino agli estremi confini della terra".
 
Come è illuminante questo passo sulla vita di tanti, sulla mia in particolare. Quante volte viene voglia di "muoversi da Gerusalemme" anche quando non è il momento giusto. Di fare cose grandiose "per Dio", mentre invece spesso e volentieri sono solo progetti umani, spinti non dallo Spirito Santo, ma forse dalla nostra presunzione, o dalla nostra ambizione, dal nostro pensare che "siamo noi a dover ricostituire il Regno di Israele". Invece Dio ha i suoi tempi, che sono perfetti e che "solo il Padre sa": del resto, anche per Gesù ci furono ben 30 anni (dieci undicesimi della sua vita!) di vero e proprio silenzio. Certo, ogni momento della vita del Figlio di Dio sarà stato dedicato a compiere la Volontà del Padre, e quindi opere di bene in ogni senso: ma rimanendo nella natìa Nazareth, nella semplicità, nel silenzio e nella "sottomissione". Ai genitori in primis, ma anche alle routine di tutti i giorni, alla testimonianza del sacrificio quotidiano. Fino al tempo deciso dal Padre per la grande missione della Redenzione.

E chi siamo, noi, per sapere e decidere i piani e i tempi di Dio? La Sua Volontà sarà quella di trattenermi per sempre nella mia "Gerusalemme", spingendomi a consumare sempre con maggiore sforzo e generosità il sacrificio giornaliero, fatto di tante piccole fatiche e preoccupazioni? O proprio domani sarà il giorno in cui "lo Spirito Santo scenderà con potenza su di me", preparandomi a una vita di testimonianza radicalmente diversa? Non lo so. Non lo posso sapere. E in realtà non è importante saperlo. Perché Lui ha detto "io sono la Via, la Verità e la Vita": tutto quello che posso fare è cercare di prepararmi a tutto quello che mi chiederà, cercando sempre di seguirLo come un umile viandante.  Anche se le mie strade dovessero rimanere per sempre in quel di "Gerusalemme".
sessualità
Sesso e sensi di colpa
3 maggio 2009


Stamattina stavo ascoltando Radio24, precisamente la rubrica Il riposo del guerriero, in cui si fa un excursus sulle trasmissioni della settimana appena passata. In pratica oggi, tra gli altri, si affrontava l'argomento "sessualità", prendendo spunto da una puntata di Melog 2.0 (un'altra rubrica di cui sinceramente, da quando ascolto questa radio via web, mi è sempre sfuggito lo scopo). Decido incuriosito di ascoltare.

In pratica, il conduttore si mette a fare, se ho capito bene, l'apologetica del sesso "zoologico" (termine felicemente coniato da Maurizio Blondet), ovvero della sua promiscuità sessuale, per la quale verrebbe ingiustamente "perseguitato"; interviene un'ascoltatrice che prova a contestarlo e, apriti cielo, risposta quasi stizzita in diretta e valanghe di telefonate, a ribadire la "bellezza e naturalità" del sesso fatto sempre e comunque. Da sottolinearne particolarmente una, in cui si afferma che "in questo momento di crisi, cosa ci rimane per tirarci su se non il sesso?"; eh già: la crisi non è un momento in cui magari è necessario riflettere sulla caducità delle ricchezze, di ripensare i propri modelli economici e stili di vita; bisogna tirarsi su "facendo più sesso". Forse è per questo che si vuole insistere tanto a mandare i preservativi in Africa: non mangiano, sono dilaniati da guerre, malattie, catastrofi... magari anche loro si vogliono tirare un pò su!

Successivamente, c'è un'altra telefonata chiarificatrice della signora che ha scatenato la polemica. Ella spiega che è stata educata molto rigidamente in famiglia, con un modello a suo dire "cattolico", e che è stata praticamente ossessionata, se ho ben capito, dai sensi di colpa per un'esperienza di sesso prematrimoniale, tanto da non godersi neanche i momenti di intimità con il marito, vissuti con distacco e senza soddisfazione.
Ora, è ovvio che questo è un problema dovuto o alla signora o a chi l'ha tirata su: è palese che la visione cattolica non condanna il sesso sempre e comunque, ma che gli vuol riconoscere la dignità di donazione totale che esso possiede di per sé, tra persone che si sono già promesse di appartenere incondizionatamente l'una all'altra attraverso il matrimonio: questa donazione prevede certo anche il piacere fisico, che di per sé non ha nessuna connotazione di "peccato".

Ma la cosa che mi ha fatto sorridere, più che questo antico senso di colpa della signora, è la reazione a valanga dei "sessualizzati" italiani: senza rendersene conto magari, viene fuori un nuovo senso di colpa, quando ad alcuni maschi del 2009 viene appena scalfito il loro comportamento zoologico, la loro promiscuità, la loro visione. Riconoscibilissimo come tale, che fa dire al conduttore del programma di sentirsi "perseguitato", è portato proprio da questa ideologia che ci vuole "liberare" dalla "zavorra della moralità". 
Ecco perché, ho pensato, la reazione così focosa alle parole del Papa sui preservativi, senza neanche volerlo interpretare: oltre che lo scandalo ipocrita per il del tutto presunto favoreggiamento all'AIDS, mi sa che la coscienza di molti si è fatta sentire. Una coscienza che vorrebbe recuperare il sesso da attività animalesca, da una "questione di emozioni", o di presunto amore totale tra non sposati, a quella sacralità che le compete. Riuscirà, per miracolo, a farsi sentire nella testa ideologizzata dell'uomo di oggi? 

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SOCIETA'
Nuova tempesta mediatica contro il Papa
13 aprile 2009


"Di ritorno dall’Africa, appena atterrato a Roma in un pomeriggio soleggiato, il Papa avrebbe esclamato con i giornalisti: “Che bel tempo, oggi!”.

Questa frase imprudente ha sollevato nel mondo emozione e perplessità e sta alimentando una polemica crescente. Riportiamo alcune delle reazioni più significative.

L’arcivescovo di Salisburgo: “Ribadiamo la piena fedeltà della Chiesa austriaca al Pontefice e ci stringiamo a lui. Ma è spontaneo chiedersi se per caso egli non voglia far regredire la Chiesa ad una setta animista di adoratori del sole. Dopo tale frase, il numero di persone che chiedono la cancellazione dai registri fiscali per il sostegno alla Chiesa cattolica è considerevolmente aumentato

Alain Juppé, ex primo ministro francese e ora sindaco di Bordeaux: “Nell’istante in cui il papa pronunziava queste parole, a Bordeaux pioveva a catinelle. Questa contro-verità, prossima al negazionismo, mostra che il papa vive in uno stato di totale autismo. Questo distrugge, se ve n’era ancora bisogno, il dogma dell’infallibilità pontificale".

Il Rabbino-Capo di Roma: “Come si può ancora pretendere che faccia bello dopo la Shoah? Solo il giorno in cui si deciderà a farmi visita alla Sinagoga di Roma allora, forse, potremo insieme verificare come sarà il tempo

Margherita Hack, astronoma e astrofisica: “Affermando senza mezzi termini e senza prove obbiettive indiscutibili “che bel tempo oggi”, il papa dimostra il disprezzo ben noto della Chiesa per la Scienza, che combatte il dogmatismo da sempre. Che cosa c’è di più soggettivo e di più relativo di questa nozione di “bello”? Su quali prove sperimentali indiscutibili si appoggia? I meteorologi e gli specialisti della materia non sono giunti a mettersi d’accordo sul punto nell’ultimo Colloquio Internazionale a Caracas. E ora Benedetto XVI, ex cathedra, pretende decidere lui con tale arroganza. Si vedranno presto accendere roghi per tutti quelli che non concordano interamente con la nozione papalina di bello e cattivo tempo?

L’Associazione delle Vittime del Riscaldamento Globale: “Come non vedere in questa dichiarazione provocatoria un insulto per tutte le vittime passate, presenti e future dei capricci del clima, delle inondazioni, degli tsunami, della siccità? Questa acquiescenza al “tempo che fa” mostra chiaramente la complicità della Chiesa con questi fenomeni distruttori, nei quali pretende vedere disegni “provvidenziali” di un Dio vendicatore e punitivo. E, quel che è peggio, simile attitudine non fa che incoraggiare coloro che causano il riscaldamento del pianeta, poiché potranno ora far valere l’avallo del Vaticano.

Il Consiglio Mondialista: “Il papa finge di dimenticare che mentre splende il sole a Roma, una parte del pianeta è sprofondata nell’oscurità notturna. Ecco un segno intollerabile di disprezzo per vastissime porzioni del mondo e un chiaro segno, se ve n’era ancora bisogno, dell’eurocentrismo neocoloniale di questo papa tedesco”.

Il Direttivo americano delle Associazioni femministe: “Perché il papa ha voluto dire “che bel tempo” usando termini che, nell’originale in italiano della frase, sono al maschile? Avrebbe potuto benissimo utilizzare parole femminili come “che bella giornata”, o meglio ancora “che tempo attraente”, usando così un aggettivo “inclusivo” perché non declinabile differentemente al maschile e al femminile. E’ evidente che questo papa, che già ha fatto condannare la formula del battesimo e delle benedizioni non maschilista (“In the name of the Creator, the Redeemer and the Sanctifier”), mostra ad ogni occasione il suo attaccamento ai principi più retrogradi. E’ sconsolante che nel 2009 si sia ancora a tali punti di arretratezza

La Lega dei Diritti dell’Uomo: “Questo tipo di dichiarazioni non può che ferire profondamente tutte le persone che hanno della realtà uno sguardo diverso da quello del papa. Pensiamo in particolare alle persone immobilizzate in ospedale, o imprigionate, il cui orizzonte si limita a quattro mura; e così pure alle vittime di malattie rare i cui sensi non permettono di percepire lo stato della situazione atmosferica. C’è qui, è evidente, una volontà di discriminazione tra chi vede il “bello” secondo il canone ellenizzante che si vorrebbe imporre a tutti (a scapito delle minoranze, degli afroamericani e di ogni concetto di 'inculturazione'), e coloro che, per scelta o per impossibilità, percepiscono le cose in modo differente. Noi proporremo a titolo dimostrativo querele giudiziarie per discriminazione contro questo papa”.

Alberto Melloni, della Scuola di Bologna: “Si vede bene la profonda differenza tra questo papa introverso e chiuso in sé e nel suo mondo sorpassato, che si limita ad un’osservazione climatica senza trarne le dovute conseguenze, ed invece la paterna apertura al mondo di Papa Giovanni XXIII che, dopo aver osservato la luna in cielo, invitava tutti a portare ai loro bambini la carezza del Papa. A quando un Giovanni XXIV che riprenda in mano la spinta dello Spirito conciliare, che gli ultimi papi hanno tentato di soffocare?

Beppe Severgnini, giornalista: “Il Papa è il Papa. Punto. Ma non si può non pensare con un po’ di nostalgia che Giovanni Paolo II le stesse parole le avrebbe dette magari in romanesco (“ggiornata bbona!”) e agitando lo zucchetto bianco ai fedeli che lo riaccoglievano a casa”.


L’Osservatore Romano ha pubblicato una versione leggermente differente delle parole esatte del Papa (egli avrebbe detto, secondo l’Osservatore: “qualcuno potrebbe dire che faccia bel tempo”). Ma le registrazioni audio e video dei giornalisti hanno smentito la versione edulcorata. Molti hanno anche attaccato l’ingenuità di P. Lombardi che, pur essendo al fianco del Papa, non è intervenuto per impedire quell’affermazione o subito chiarirne meglio il senso.

Membri influenti della Curia hanno tentato di attenuare la gravità della frase del Papa, facendo rilevare la sua stanchezza dopo il viaggio africano, vista la avanzatissima età del Pontefice, nonché dichiarando che la frase incriminata è stata mal compresa e voleva avere un significato teologico-metafisico e non climatico, come grossolanamente è stata interpretata.

Ma la polemica non accenna a placarsi."

(Fonte: Messa in Latino Blog)
(Fonte immagine: Flickr)
SOCIETA'
La Passione dell'Abruzzo, e non solo
10 aprile 2009


In questo Venerdì Santo, mi auguro che tutti noi cristiani possiamo immergerci nelle sofferenze del Cristo, e offrire a Lui tutti quelli che stanno vivendo la sua stessa croce. La situazione abruzzese è un'ovvia offerta, ma non è la sola. Non voglio fare il polemico proprio oggi, giornata dei funerali; inoltre, so bene che quello che succede qui vicino, nella nostra patria, ci tocca e ci ferisce in maniera particolare.

Però, l'augurio che mi faccio quando sento certi fatti di cronaca, è che possano davvero renderci un pò più sensibili in generale a questi fenomeni. I cataclismi naturali di questo tipo sono all'ordine del giorno in certe zone del mondo povere, dove non ci sono i servizi e le risorse mobilitate con generosità per la nostra regione, dove non ci sono neanche giorni e giorni di commemorazioni (e, questo non so se sia un male, i mille e mille racconti giornalistici ricamati sopra).

Il bene che vien sempre fuori da queste tragedie, nonostante tutto, è che sono come un pugno sopra lo stato di superficialità che avvolge da anni il nostro paese. Il benessere, che servirebbe in realtà per aiutare gli altri e per avere maggiori possibilità per fare il bene, ci ha come avvelenati, per colpa nostra, che a stomaco pieno abbiamo perso totalmente le capacità di discernimento. Si veda la recente vicenda condom/Papa: una massiccia esplosione di superficialità di giudizio occidentale. Ma quando si tocca con mano la nostra fragilità, le idee imposte dall'alto iniziano a divenire un pò più dubbie, si inizia un attimino a pensare.

Quello che è successo è un vero dramma, prego il Signore che ce ne liberi. Ma non lasciamo correr via questa occasione di consapevolezza su di noi, sul nostro basso modo di vivere e di pensare, apparentemente solido, ma con i piedi d'argilla costituiti dalla nostra reale piccolezza, pochezza del nostro essere; insieme al fato, al caso, o più semplicemente, alla misteriosa volontà di Dio. Che oggi muore nuovamente per noi, per salvarci un'altra volta unendosi alle nostre sofferenze.

(Fonte immagine: Flickr)
SOCIETA'
Gli auguri di Google (a seguire i miei)
24 dicembre 2008
Immagino che abbiate usato anche voi Google, in questi giorni.
E con un minimo d'osservazione, avrete notato che il logo di quest'anno ci fa gli auguri per delle non meglio definite "feste d'inverno" (?!).
Onestamente, non vedo cosa ci sia da festeggiare: l'inverno è una stagione fredda; al massimo potrei concepire delle feste per salutare l'estate o la primavera. Al limite, sarebbe stato più coerente augurare "buone vacanze", e chiusa lì.

Forse, questo sarà uno degli ultimi Natali come lo conosciamo. Le festività senza fondamento non reggono, e pian piano la "magia" di questo giorno svanirà, insieme al business, man mano che si oscura la vera Magia della venuta di Nostro Signore.
E ciò non è affatto detto che sia un male: un tempo non esistevano i regali, esisteva solo l'attesa. Come quella dei poveri pastori, così felici di accogliere il Re. E che lo accoglievano bene, allora.

Auguri polemici, è vero, ma i tempi lo richiedono. In ogni caso, che il Signore possa rinascere nei vostri cuori e colmarli di benedizioni. Buone feste!


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