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DIARI
Saper aspettare, ovvero l'arte di "restare a Gerusalemme"
24 maggio 2009
Per molti, dire che "il Vangelo parla direttamente alla nostra vita" può apparire privo di senso. Per alcuni non credenti, poi, forse anche motivo di ironia: già lo vedo Odifreddi o chi per lui a fare strampalati pseudo-calcoli della probabilità, per decidere quanto le pagine del Vangelo sarebbero "adattabili" alle situazioni di ogni giorno...

Ma non è proprio questione di pura adattabilità letterale, come per l'oroscopo. Tramite le parole evangeliche, se hai il cuore aperto ad ascoltare, senti la voce di Dio che ti parla dentro, come se ti rivelasse all'anima delle piccole perle di saggezza ogni volta. In certi casi sono delle regole di condotta e di vita cristiana, di comportamento generale: non per questo meno preziose. Ma in diverse occasioni si riferiscono proprio al particolare momento che si sta attraversando, dandogli una luce particolare, dischiudendone almeno parzialmente il significato secondo la Volontà di Dio.

Per me è stato così durante la lettura degli Atti degli Apostoli. Vi riporto il pezzo che mi ha colpito, (di cui potete leggere anche la versione completa):

Mentre si trovava a tavola con essi, ordinò loro di non allontanarsi da Gerusalemme, ma di attendere che si adempisse la promessa del Padre "quella, disse, che voi avete udito da me: 
Giovanni ha battezzato con acqua, voi invece sarete battezzati in Spirito Santo, fra non molti giorni". 
Così venutisi a trovare insieme gli domandarono: "Signore, è questo il tempo in cui ricostituirai il regno di Israele?". 
Ma egli rispose: "Non spetta a voi conoscere i tempi e i momenti che il Padre ha riservato alla sua scelta
ma avrete forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi e mi sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino agli estremi confini della terra".
 
Come è illuminante questo passo sulla vita di tanti, sulla mia in particolare. Quante volte viene voglia di "muoversi da Gerusalemme" anche quando non è il momento giusto. Di fare cose grandiose "per Dio", mentre invece spesso e volentieri sono solo progetti umani, spinti non dallo Spirito Santo, ma forse dalla nostra presunzione, o dalla nostra ambizione, dal nostro pensare che "siamo noi a dover ricostituire il Regno di Israele". Invece Dio ha i suoi tempi, che sono perfetti e che "solo il Padre sa": del resto, anche per Gesù ci furono ben 30 anni (dieci undicesimi della sua vita!) di vero e proprio silenzio. Certo, ogni momento della vita del Figlio di Dio sarà stato dedicato a compiere la Volontà del Padre, e quindi opere di bene in ogni senso: ma rimanendo nella natìa Nazareth, nella semplicità, nel silenzio e nella "sottomissione". Ai genitori in primis, ma anche alle routine di tutti i giorni, alla testimonianza del sacrificio quotidiano. Fino al tempo deciso dal Padre per la grande missione della Redenzione.

E chi siamo, noi, per sapere e decidere i piani e i tempi di Dio? La Sua Volontà sarà quella di trattenermi per sempre nella mia "Gerusalemme", spingendomi a consumare sempre con maggiore sforzo e generosità il sacrificio giornaliero, fatto di tante piccole fatiche e preoccupazioni? O proprio domani sarà il giorno in cui "lo Spirito Santo scenderà con potenza su di me", preparandomi a una vita di testimonianza radicalmente diversa? Non lo so. Non lo posso sapere. E in realtà non è importante saperlo. Perché Lui ha detto "io sono la Via, la Verità e la Vita": tutto quello che posso fare è cercare di prepararmi a tutto quello che mi chiederà, cercando sempre di seguirLo come un umile viandante.  Anche se le mie strade dovessero rimanere per sempre in quel di "Gerusalemme".
DIARI
Ritorno con "sorprese"...
31 agosto 2008
Già ieri, ultimo giorno di vacanza, ero a pensare al post di ben ritrovati che avrei scritto appena seduto a questa scrivania. Era molto più ottimistico e positivo delle righe che leggerete...

Purtroppo, ci son stati tre inconvenienti, verificatisi tra ieri e oggi, che mi hanno reso non poco amara la giornata: il primo lo devo in parte ancora affrontare (non è molto grave ma è seccante), il secondo è una cosa che mi è successa oggi e che sto superando (e diciamo che è
abbastanza più grave) e il terzo (il peggiore in assoluto) mi dà una certa preoccupazione: per ora quest'ultimo è solo un'ipotesi, ma se si realizzasse, penso che sarà una bella grana per molte cose e mi cambierà diversi progetti anche importanti per il futuro. Per non dire di peggio...
E' vero che la testa non si fascia prima di averla battuta, ma comunque vi chiedo una piccola preghiera per questa situazione, anche se per ora non mi sento di specificare di cosa parlo.
In ogni caso, sia fatta la volontà di Dio, sperando di ricevere da Lui la forza nel caso succedesse.

Mi viene da pensare ad una frase che ho sentito in un film, molto semplice ma che mi è rimasta impressa: "possono succedere molte cose in 60 minuti". I miei sono stati un pò di più, di minuti, ma lo stesso da un giorno ad un'altro queste tre cose, a cui prima non pensavo, mi hanno davvero cambiato prospettiva. In fondo anche un singolo minuto è composto da un'infinità di attimi, e io penso che basti un attimo per cambiare totalmente la propria situazione... ed è incredibile come la vita umana sia fatta di questi attimi che ti travolgono, come un ciclone per cui non ci sono stazioni metereologiche che tengano, per poterlo prevedere.
 
Comunque, come si dice in questi casi, la vita va avanti... il ritorno dalla vacanza è meno "trionfalistico" del previsto, ma vedrò di cavarmela con Dio e spero secondo Dio, come è successo in questi ultimi anni.

Ben ritrovati a tutti.

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permalink | inviato da -Lore- il 31/8/2008 alle 22:9 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
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