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cinema
Mah
16 dicembre 2008
E stasera, film col Vaporidis.
In realtà lo stava guardando mia madre. Io l'ho seguito così, mentre stavo un pò a rilassarmi sul divano.

La classica storia della ragazza timida, che l'amore convince a sciogliersi e a diventare bella & socievole.

Classica? Uhm, non proprio. E' incredibile dove si arriva col pansessualismo. La ragazza timida "lo fa" con il belloccio di turno, rimanendo però racchia, per un mese. Eh certo, anche le ragazze timide e racchie, ai giorni d'oggi, hanno diritto alla loro dose di sesso "tanto per divertirsi". Perché negare il pansessualismo proprio a loro, poverette? E andare a lasciarle fuori dal grande conSesso umano di oggi...

E il film , pure sembrando indicare il contrario, finisce - dulcis in fundo - a invitare a privilegiare l'apparire sull'essere. Vaporidis e la Capotondi ne devono ancora azzeccare una, di pellicole, che esca fuori dall'idiozia totale.

Intanto, sul genere, io rimpiango Carrie (film e libro).

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permalink | inviato da -Lore- il 16/12/2008 alle 23:21 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
sessualità
Come volevasi dimostrare...
3 novembre 2008

A parte la bojata del dogma del "sesso protetto", che non condivido affatto come soluzione al male del pansessualismo (oltre che come soluzione in generale), guardate un pò se lo stralcio qui sotto non conferma il mio post di qualche giorno fa...

Il numero di gravidanze tra teenager che guardano molta tv è doppio rispetto a quelli che la guardano meno o con la supervisione degli adulti. “Nei programmi televisivi o nei telefilm i contenuti, più o meno espliciti, riguardo al sesso sono raddoppiati negli ultimi anni ma non vi è mai una rappresentazione chiara di pratiche sessuali protette”, tuona la psicologa americana Anita Chandra. Il risultato è che i giovani sono esposti a una libertà sessuale senza che nessuno dica loro come gestirla in sicurezza, per evitare malattie sessualmente trasmissibili o gravidanze indesiderate. 

Lo ha dimostrato uno studio condotto dalla RAND Corporation, una organizzazione no-profit che, godendo anche di contributi statali, si occupa di fare ricerche sociali e di verificare come cambiano usi e costumi. Il lavoro condotto dalla RAND ha coinvolto duemila adolescenti, le loro famiglie, un gruppo di psicologi e di massmediologi; la ricerca è stata pubblicata sulla rivista scientifica Pediatics, organo ufficiale dell'America Academy of Pediatrics. Gli adolescenti ricevono un numero esorbitante di informazioni riguardo al sesso attraverso la tv e tutti i media a cui hanno accesso;

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permalink | inviato da -Lore- il 3/11/2008 alle 18:55 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
sessualità
Il pansessualismo televisivo
25 ottobre 2008
Mio padre, per guardarsi il calcio, si è comprato il ricevitore digitale terrestre. Io non è che sia proprio appassionato di sport, ma neanche di televisione: intendiamoci, il cinema in sé mi appassiona, ma la TV con gli scoiattolini "petulanti" mi ha proprio schifato.
Quindi, dato che la televisione mi dà poco, e quel poco per giunta in mezzo a tanta immondizia, si merita anche poco di contraccambio. Infatti, la vedo proprio ogni tanto, quando non ho di meglio da fare.

Mi era capitato di appassionarmi a una serie adesso in replica su uno dei canali mediaset: "4400". In pratica racconta di 4400 persone misteriosamente scomparse in vari periodi che altrettanto misteriosamente si ritrovano tutte insieme in uno sperduto luogo di campagna, e che devono tornare a integrarsi dopo mesi oppure anni di assenza di cui loro non ricordano niente.
A parte la trama, che è come intuite affascinante, mi aveva molto colpito l'assenza nel telefilm dell'immancabile scena di sesso. Guarda un pò, pensavo, in tutte queste puntate nessuno va a letto con nessuna. Ma naturalmente si è trattato dell'ultimo pensiero famoso: nell'ultima puntata trasmessa, il giovincello scomparso da tre anni e la ragazza di turno finiscono per "farlo" appena riavvicinati.

Se ci fate caso, il sesso al primo appuntamento o giù di lì, salvo rarità, viene propagandato in maniera incredibile da film e serial di tutti i generi, anche in film di per sé molto belli (come "Titanic").
E' vero che è anche la realtà che influenza la finzione, ma la realtà è davvero così? Ho da poco postato di un caso illustre che sembra smentire il tutto.
Il sesso televisivo viene sempre presentato come un momento culminante, di vittoria e di crescita, la massima espressione dell'amore, l'elemento che cementa il rapporto. Ora, a parte che vedendo i rapporti di oggi, il "cemento" sembra tenere ben poco, ma come si fa a dire che c'è bisogno, scusate la franchezza, di una penetrazione per arrivare ad amare di amore autentico il partner?

C'è meno ipocrisia a questo punto in quelli che lo definiscono una mera soddisfazione dell'istinto. E per quanto riguarda l'esperienza di crescita, di vittoria, di momento culminante... alzi la mano chi, dopo aver "fatto sesso", si può dire veramente cresciuto, maturato. Forse Tinto Brass, e guardate in che direzione...
Le cose che fanno crescere sono altre, si chiamano "prove della vita". Sono queste che fanno diventare veramente uomini o donne. A far sesso, poco ma sicuro, sono capaci tutti.

Quindi che dire? Peccato. La TV e le sue storie possono essere davvero un divertimento, uno stimolo per la fantasia, e anche un momento di riflessione e di formazione. Ma la melma che oggi travolge tutto è arrivata inevitabilmente anche lì, molto spesso anzi è venuta proprio da lì, oltre che dalla musica (che merita un altro articolo).
Meglio lasciare, in definitiva, la TV spenta nel suo angolino a parte quelle poche, valide volte (sempre che non si sia fatta la rispettabile scelta di non averla): ci son tante cose da fare. Cose pulite, più redditizie, e che ti evitano il bombardamento di una realtà che si vuol far bere per reale.

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permalink | inviato da -Lore- il 25/10/2008 alle 13:28 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
televisione
Striscia, la notizia. Terra terra.
1 ottobre 2008
E' da poco ripartito, per la nostra gioia suppongo, il TG satirico più famoso d'italia. Dopo non averci fatto mancare la dose di volgarità estiva con "Veline" (per riempire il vuoto di lucignolo e della pornoChiabotto?), adesso sulla prima rete Mediaset ripartono i balletti delle vallette "per tutta la famiglia" (soprattutto per mostrare alle bambine a casa dove sarebbe per loro il futuro più roseo...).
Certo c'è chi mi dirà che Striscia contribuisce al bene sociale. E' vero, lo fa, certi servizi sono diventati anche celebri. Aggiungo che riesce ad essere divertente, a volte sì e a volte no, con la satira politica. Ma mi domando: a che prezzo? Ricci è uno specialista nel proporre dei modelli orribili, soprattutto alle fasce d'età più vulnerabili. Ma vi ricordate quando mise a Paperissima, insieme al Gabibbo amato dai pargoli, una Eva Henger in piena forma e non tanto dimentica del passato, a quanto sembrava dalle movenze provocanti?

Una volta, a Matrix, uno degli interlocutori disse che le TV di Berlusconi sono le prime realizzatrici degli ideali materialisti sessantottini. Aggiungiamo anche il populismo, che sempre maggiormente contagia trasmissioni come quella di Greggio, e la cosa diventa ancora più tangibile.
In fondo lo disse anche l'attuale premier che era lui quello che "faceva veramente delle politiche di sinistra". Si vede, stia tranquillo.

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permalink | inviato da -Lore- il 1/10/2008 alle 18:49 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
televisione
E.R. ... e famiglia
10 aprile 2008
E.R. non è certo la serie che posso dire di seguire in maniera assidua. Mi è capitato di vedere qualche puntata ogni tanto, ma ammetto di averla personalmente trovata sempre abbastanza noiosa. E per di più, ho riscontrato diverse perplessità riguardo i contenuti etici (e non) proposti.

Mi ha fatto perciò piacere aver trovato sul sempre prezioso Zenit un articolo che affronta in maniera seria il contenuto di questa famosa trasmissione, da tutti i punti di vista.
In effetti, è da un pò che mi trastullo con l'idea di parlare, in questo blog, di quello che trasmettono in TV (film, telefilm, fiction e programmi vari) in modo critico. Atteggiamento, quest'ultimo, purtroppo carente: mi ricordo una puntata di Matrix sul dottor House in versione puramente adulatoria, e perfino sul cattolico sat2000 un talk-show dedicato ai primi manga trasmessi in Italia che sembrava più un trasognare nostalgico sui tempi dell'infanzia degli ospiti, piuttosto che un dibattito serio e omnicomprensivo.
Eppure c'è bisogno della vigilanza, specialmente cristiana, su questa televisione. Spesso piena di monnezza che traspira nelle più belle trasmissioni, ma che comunque può rappresentare una forma di intrattenimento piacevole (se non ruba tempo ad attività essenziali come la preghiera) e a volte anche educativa nelle storie che racconta, a puntate o nei film. Vedrò un pò insomma se dare il mio contributo.

Adesso vi lascio a le questioni di bioetica nella fiction televisiva E.R.:

Per la famosa serie televisiva a stelle e striscie “E.R.-Medici in prima linea”, ideata da Michael Crichton e prodotta da Steven Spielberg, lavoro e famiglia sono incompatibili.

In questa intervista Paolo Braga, docente presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore e autore di “E.R. Sceneggiatura e personaggi. Analisi della serie che ha cambiato la TV” (Franco Angeli Edizioni), illustra quali sono i valori che si celano dietro questa serie di grande successo nella quale la famiglia tradizionale appare sottorappresentata.

Quali sono i valori, le emozioni e i contenuti di una serie che ha fatto scuola come E.R.?

Braga: E.R. racconta la vita lavorativa e privata di un gruppo di giovani medici impegnati in un pronto soccorso di Chicago. Il valore dell'eroismo nell'alleviare la sofferenza altrui si impone, dunque, al pubblico della serie.

Insieme a questo, altri valori sono espressi dal telefilm, come la collaborazione tra colleghi e l'amicizia in un ambiente lavorativo che richiede impegno esorbitante.

Proprio questo superlavoro, però, va a detrimento dell'umanità dei personaggi protagonisti che, così assorbiti dall'ospedale, non hanno tempo per un'esistenza degna di questo nome fuori del reparto.

Anche a causa degli errori irreparabili cui il superlavoro espone i protagonisti, il telefilm è così segnato da una sua caratteristica miscela emotiva: all'adrenalina dell'emergenza e all'eccitazione del successo medico fa da sfondo un senso di profonda malinconia.

E' un senso di predestinazione all'impossibilità di essere felici: come se i personaggi avessero sentore di combattere una battaglia già persa contro la morte e la malattia e, ciononostante, di doverla combattere senza tregua.

Quale è la visione di E.R. sulla vita, la famiglia e il mondo del lavoro?

Braga: Per E.R., famiglia e lavoro sono incompatibili. I personaggi non riescono a difendere la propria vita familiare dalla pressione lavorativa.

(Leggi tutto)


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permalink | inviato da -Lore- il 10/4/2008 alle 21:46 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
televisione
Sarete (tele)perseguitati...
29 febbraio 2008

Interessantissimo articolo di Zenit sull'attacco mediatico fatto alla Chiesa nel mondo, a quanto sembra ben più incisivo di quello di alcuni nostri ben conosciuti comici italiani:

Una “info-etica” per un mondo interconnesso

Si parte dalla Spagna zapateriana, con un oscuramento oserei dire vergognoso del Family Day:

I limiti dei media, come quelli menzionati dal Papa, diventano spesso evidenti quando si tratta di dare notizie sulla Chiesa e la religione in generale. Un esempio recente è quello relativo al numero dei partecipanti alla Giornata per la Famiglia svoltasi a Madrid il 30 dicembre, sotto l'egida della Chiesa.
Gli organizzatori affermano che erano presenti fra 1.500.000 e 2.000.000 di persone. Un milione "abbondante", secondo le autorità municipali di Madrid, riferisce il "Corriere della Sera" del 31 dicembre.

Nonostante queste cifre, il quotidiano spagnolo "El País", di inclinazione socialista e anticlericale, ha affermato con sicurezza il 31 dicembre che non più di 160.000 persone avessero partecipato all'evento. Una notizia apparsa il 30 dicembre sul sito Internet "Periodista Digital" ha ulteriormente ridotto la cifra parlando solo di alcune "migliaia" di persone.

Il quotidiano spagnolo "El Mundo", in un editoriale pubblicato il 31 dicembre, ha evidenziato un altro aspetto. Nonostante l'importanza della manifestazione e l'interesse di molti cattolici spagnoli all'evento, nessuna rete televisiva, salvo una minore gestita dalla Chiesa, si è preoccupata di trasmettere per intero l'evento di Madrid.

Poi si passa all'Australia, dove si cita un reality show in cui sarebbe addirittura vietato parlare di religione. A mio avviso, in questo caso però bisogna valutare bene: è un reality come i nostri? E allora, ne vale la pena di vederlo? E' lecito aspettarsi la religione da certe trasmissioni? A quale scopo si è voluto imporre il divieto? Per oscurantismo, o per non voler creare polemiche in un programma che vuole proporsi come puro intrattenimento? Insomma, qui il discorso è da ponderare.

Si arriva a Hollywood e alla denuncia del film “Elizabeth: the golden age”, a quanto pare abbastanza anticattolico, e poi al tristemente noto “Vangelo di Giuda”:

Anche la carta stampata non è esente da errori. Un clamoroso caso di imprecisione è quello del cosiddetto "Vangelo di Giuda Iscariota", di cui il National Geographic, nel 2006, aveva annunciato la scoperta. Un articolo recente riprende i numerosi errori commessi dal National Geographic nella sua corsa a mettere la notizia in prima pagina.

April D. DeConick, in un editoriale pubblicato il 1° dicembre sul "New York Times", afferma di aver ripreso il testo copto e di averlo nuovamente tradotto, trovando molti errori, comprese le scelte di traduzione, compiute dagli studiosi del National Geographic, che "si collocano ben al di là degli usi comunemente accettati".

Dopo una segnalazione riguardante il Times e la pubblicità blasfema, si passa a una forte critica al musical "Jerry Springer: The Opera", definito “un attacco a tutto campo contro il cristianesimo”, che la solita BBC ha trasmesso integralmente. La cosa più comica e più notevole dell'articolo è questa, che riporto lasciando a voi il commento:

Lo spettacolo è stato portato in diversi teatri negli ultimi anni, provocando diffuse proteste per i suoi contenuti. In Inghilterra la BBC, nel 2005, lo ha mandato in onda in televisione. Questo ha indotto Stephen Green, del gruppo evangelico Christian Voice, a denunciare la BBC per blasfemia.
Recentemente l'Alta Corte ha emesso la decisione finale, affermando che gli spettacoli mandati in onda in diretta non possono essere denunciati per blasfemia, secondo quanto riferito dal "Telegraph" del 6 dicembre.
[...]
Il modo incongruente in cui il cristianesimo è reso bersaglio di questo tipo di offese è apparso in tutta evidenza in un caso avvenuto poco dopo la decisione dell'Alta Corte. Si tratta dell'esclusione da un concorso sponsorizzato da un'agenzia del Governo britannico di una storia basata sui tre piccoli porcellini, con la motivazione che essa avrebbe potuto offendere i musulmani.

La BBC riferisce in un articolo del 23 gennaio che la Becta, un'agenzia per la formazione tecnologica, ha eliminato la storia dal concorso Bett Award perché, a giudizio dei giudici, "l'uso dei maiali potrebbe sollevare questioni culturali".


televisione
Rinuncio a Mediaset
4 agosto 2007
Nonostante la mail di protesta, Mediaset non ha manco pensato a censurare o a spostare lo spot coca-cola zero.

Beh, almeno per l'orrido scoiattolino della Vigorsol, era stata fatta una finta censura, fingendo tra l'altro di applicarla negli orari dei bambini (in realtà già alle 8 la pubblicità era integrale, e figurati se dopo mesi di flautolento bombardamento mediatico poteva comunque servire a qualcosa il tagliarla).
Qui no. Qui ci tocca sorbirci questo spot di infimo livello da mattina a sera. Come se non bastassero le idiozie già presenti, che comunque con un semplice click del telecomando possiamo evitarci.
Ma adesso, qualsiasi programma guardi, ti ritrovi aggredito dalla volgarità di questa sceneggiata.

E allora basta. Io non sono un burattino in mano al ricatto mediatico. Io non sono obbligato a vedere una TV che mi ha profondamente deluso e offeso. Io non tollero questa invasione.

E quindi, questa è la volta buona: ho chiuso con Mediaset. E se vedrò tale spot su qualche altra rete, chiuderò anche con essa. Tanto c'è internet, ci sono i giornali, i DVD...

(post commentabile)

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permalink | inviato da -Lore- il 4/8/2007 alle 14:6 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
televisione
Adesso BASTA
25 luglio 2007
L'altro giorno mi sono sentito ferito.

Mi riferisco al nuovo spot coca-cola. Dopo le ultime apparizioni (con finta censura) dello scoiattolino dalle forestali flautulenze targato Vigorsol, pensavo che la gente avesse protestato. Che chi di dovere avesse capito.

Ma no, eccoti la nuova "provocazione": il pazzoide che vorrebbe "la fidanzata a cui piace il ca**o e che dice sempre di sì".
Io amo la buona televisione. La apprezzo moltissimo. E posso anche tollerare i vari Mariadefilippi, grandifratelli e isoledeifamosi: tanto, basta scegliere di non vederli.
Ma che ci impongano delle pubblicità basse, volgari, idiote, fastidiose a ogni ora del giorno, questo non è tollerabile.

Ho capito che la società, in quanto a costumi, va sempre più in basso. Ma come persona che ama una certa qualità televisiva, potrò essere tutelato dal ritrovarmi a subire certe bestialità nel bel mezzo di un film ben fatto?

Ora basta, non ci sto zitto. Invito tutti a protestare a chi di dovere:

mediaset @ mediaset.it (non seguo molto la RAI, in ogni caso la mail dovrebbe essere facilmente reperibile nel loro sito, nel caso lo spot venisse trasmesso pure dai Canali Nazionali)

Insomma, non siamo pecore. E abbiamo il diritto a una televisione meno "versione troglodita", e con la qualità che ci si aspetta dai canali più seguiti in Italia.

------------------

Riporto qua sotto la mail da me inviata alla redazione di Mediaset, invitandovi a fare altrettanto (anche col copiaincolla se vi fa fatica scriverla):

Gentile redazione Mediaset,
scrivo per comunicare che sono indignato per la vostra trasmissione
dello spot coca-cola (mi riferisco a quella con protagonista l'uomo sul
pullman), nel quale si mette in bocca al personaggio un'espressione di
infimo livello, e addirittura si fa passare ad ogni ora del giorno.
Come amante della buona televisione, vi chiedo almeno di tagliare questo spot, che si è
costretti forzatamente subire durante qualsivoglia programma televisivo.
E che, sono certo, infastidisce una larga parte di spettatori che pur
non ve lo segnalano via mail.

Sperando in vostri solleciti provvedimenti, porgo cordiali saluti



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permalink | inviato da -Lore- il 25/7/2007 alle 19:41 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa
sessualità
Ah... stinglesi!
23 luglio 2007
Poco tempo fa, in Inghilterra ci hanno bacchettato perché trattiamo la donna come un oggetto, mostrando una quantità di "nudi televisivi" spaventosa.

Come dargli torto? La donnina nuda ce la ritroviamo dappertutto fra poco. Perfino nei cartoni animati o nella più innocua pubblicità di merendine.

Al TG4 invece, Emilio Fede prima cita le Veline come "orgoglio italiano" (mentre si sa, la Tais è straniera, e penso anche la Melissa) e poi continua dicendo cose come:"Eh noi italiani possiamo mostrare la bellezza", "Eh gli inglesi non hanno donne belle", e via, scimmiottando una specie di patriottismo in maniera direi totalmente fuori luogo.

Qui non si tratta neanche più di bellezza: la Bellezza io la incontro in un bel brano musicale, o in un quadro di un grande artista. Qui si tratta di far passare le donne per qualcosa di estremamente riduttivo. Perché le donne sono una cosa meravigliosa; la loro sensibiltà, la loro capacità di donare affetto, la loro bellezza anche fisica quando le sappiamo guardare senza sbavare, senza farne un giocattolino erotico...
Le donne sono un tesoro che non va avvilito: ben dicono gli inglesi. Perché se si avvilisce, poi ci si annoia della propria moglie. Si cerca solo il sesso. L'avventura. Il divorzio. E via gli sfasci di famiglie, e via gli aborti quando succede qualche "incidente" (sic).
Ed ecco l'infelicità di non avere nulla, l'insoddisfazione del bambino a cui si rompe il giocattolo sessuale, da curare non con una sessualità più equilibrata, ma con la "pillolina blu".

Vale anche il viceversa, della donna verso l'uomo, ovviamente. Ma la donna è quella che in TV viene, passatemi il termine, più spesso "bestializzata". E ci rimettiamo tutti... lo vediamo negli infelici fatti di cronaca. Sono fatti di cronaca anche le babydiscoteche. E pure l'immondezzaio della prostituzione minorile, nel pieno del nostro "bel" paese.

Quindi la critica inglese tocca un punto molto dolente e molto più profondo di come appare: andrebbe certo raccolta con responsabilità.

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sessualità
Bugie inglesi sulle donne italiane
20 luglio 2007
Un gustoso articolo sulla vicenda, da Metro

Si facessero gli affari loro ‘stinglesi. Sempre lì a farco le pulci con la loro tazza di tè in mano e quella faccetta come se avessero annusato qualcosa di poco pulito. Questa volta è il Financial Times di Londra a prendersela con la società italiana nella quale le donne sarebbero trattate come oggetti, costrette al nudismo per vendere prodotti e lanciare programmi televisivi. Questo è un preconcetto bello e buono! Come se per vendere telefonini usassimo foto di veline scapezzolate. Come se nei programm per famiglie della tv domenica le donne in minigonna montassero surf meccanici lasciando intravvedere l’esofago (par-
tendo dal basso, però). Cioè, ‘stinglesi ci danno dei pervertiti come se a nostro Grande Fratello le
concorrenti si spogliassero a partire dalla prima sera...

Continua a leggere (a pag 13)

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