.
Annunci online

Link

Feed RSS di questo blog Reader
Feed ATOM di questo blog Atom
Resta aggiornato con i feed.

blog letto 1 volte


CULTURA
Psicanalisi di Odifreddi
8 giugno 2008
Tempo fa, Faber ha portato all'attenzione del sottoscritto l'ultima fatica d'Ercole (?!?) del matematico Odifreddi: "Il matematico impenitente" (... e non si era capito?).
Il personaggio è noto penso anche ai lettori di questo blog. Non starò qui a fare un tedioso quanto banale lavoro di smantellamento alle tesi (chiamiamole così) anticlericali del tizio in questione. La cosa più interessante è affrontare il personaggio dal punto di vista psicologico.

Io non sono certo erudito in Scienze della Psiche, ma due osservazioni mi pare di poterle fare. Innanzitutto, l'ossessione contro il cattolicesimo che rasenta il caricaturale: guardate la copertina del libro suddetto. Essa riassume un pò tutto quello che Odifreddi vuole essere: un "diavolaccio" incaricato dalla (dea?) Ragione di smantellare quelle che ai suoi occhi sono solo delle sciocche superstizioni. La cosa buffa è che la missione che il soggetto si è dato, a giudicare dai toni e dall'atteggiamento in generale, si potrebbe definire sacra. E in questo modo, inconsapevolmente, il Razionalissimo si è costruito un modello religioso al quale vuol corrispondere, si è trasformato in un messia di quell'ideologia da lui identificata come Scienza. Non sto scherzando: sembra esserci molto misticismo, più che razionalismo, in quello che Odifreddi vuole portare a termine.

Sapete chi mi ricorda? Me stesso. I miei primi tempi di conversione.
Uscivo da una vita sbandata e senza nessun punto di riferimento. Quando scoprii la fede, non è che ci aderii: mi ci abbarbicai. In reazione a tutto quello che mi aveva deluso, ho teso a fondare parte della mia adesione alla religione come rifiuto esagerato del mondo. Appena mi sono convertito, dentro di me doveva morire un uomo vecchio e nascerne uno rinnovato; e il processo non è stato rapido e indolore. All'inizio c'è stato un rifiuto totale del profano: avevo atteggiamenti troppo distaccati, a "santone", e la mia fede di allora colpiva e condannava il mondo in un pò tutti gli aspetti, quel mondo dal quale mi sentivo totalmente tradito e deluso. Pian piano la fase della crociata finì, e grazie a Gesù ora ho trovato un mio equilibrio interiore, che voglio sempre più rafforzare e limare nei dettagli, senza cadere né nel bigottismo né tantomeno in un cattolicesimo superficiale.

Ecco, Odifreddi secondo me ha vissuto un'esperienza tale quale la mia, ma all'incontro. Era seminarista. Qualcosa gli ha fatto sembrare la religione un elemente oscuro, opprimente, in ogni caso deludente verso le sue aspettative. Si è sentito pure lui tradito, insomma. Ed ecco che così il "nuovo" Odifreddi ateo-razionalista è diventato il cavaliere del dogma antireligioso, che, lancia in resta, vuole colpire e diffamare a qualsiasi costo tutto ciò che è di cattolico.
C'è da notare, a questo punto, la differenza tra noi: il mio, di squilibri, si è attenuato pian piano che continuavo il cammino. Il suo sembra sempre più peggiorare.
Per me è un indizio di quale è la strada giusta, e a questo punto si potrebbe dire un'indizio della stessa esistenza di Dio.
Io sono stato con Gesù, e la Sua vicinanza mi ha rimarginato vecchie ferite, rendendomi un cristiano e un uomo più autentico (ancorché superpeccatore e miserevole) rispetto al lore neo-convertito. E quindi sempre più in pace, più felice. Piergiorgio (chiamato così dai suo genitori in onore del Frassati!) è diventato sempre più feroce e accanito nella sua battaglia: sta tentando di sconfiggere quella religiosità che per lui rappresente l'"uomo vecchio". Eppure sembra che questa battaglia non abbia mai fine: ve l'ho detto, non ha fine perché il "matematico impertinente"  secondo la mia opinione ha, come me tempo fa, un conflitto all'interno di sé stesso, non con il mondo cattolico. Problema interiore che però per lui non si sana. Per iniziare un percorso di guarigione, penso che dovrebbe tornare al punto che l'ha fatto allontanare dal cristianesimo, e chiedersi perché, se ne valeva la pena, invece di continuare a voler fuggire e barricarsi dietro al neoscientismo. Che forse nasconde il fatto che lui, in realtà, Gesù Cristo in quel seminario l'ha conosciuto. E la nostalgia con cui cerca vanamente qualcosa con cui soppiantarlo.

Altresì, questa condotta del matematico secondo me sembrerebbe mostrare la potenza del battesimo. Il battesimo ho letto che lascia una sigillo indelebile e un'attrazione verso le cose di Dio. E se questa attrazione irresistibile fosse quella che Odifreddi tente disperatamente di seppellire? Questo ci dovrebbe far riflettere su quanta responsabilità abbiamo, noi cattolici cosiddetti "praticanti", verso un qualsiasi battezzato.

Infine una puntualizzazione: questo post è opinabile. Come premesso, non sono uno "strizzacervelli", né a dir la verità un esperto sulla persona e le opere dello scienziato a cui si riferisce il post; neanche posso sottoscrivere al 100% l'ultima mia osservazione relativa al battesimo. Tuttavia, quella che ho dato mi sembra una spiegazione possibile e non banale sull'atteggiamento e il carattere ossessivamente anticlericale di Piergiorgio Odifreddi (che non perde occasione per darne sfoggio), e per questo ho deciso che comunque valeva la pena di postare.

CULTURA
Fantastica risposta ad Odifreddi
10 febbraio 2008
Oggi, nella sezione "un sacerdote risponde", ho eccezionalmente pubblicato la risposta odierna di Padre Angelo, riguardo l'ultima opera del matematico anticlericale per eccellenza:

Per Odifreddi il cristianesimo sarebbe decerebrato (senza cervello)


In poche, coincise e lucide righe, c'è descritto in maniera chiarissima l'errore di fondo di "Perché non possiamo essere cristiani...". Consigliata la lettura soprattutto agli estimatori del libro odifreddiano. Il quale autore, volendo essere impertinente, purtroppo si è rivelato solamente ignorante.
sfoglia
maggio        luglio