.
Annunci online

Link

Feed RSS di questo blog Reader
Feed ATOM di questo blog Atom
Resta aggiornato con i feed.

blog letto 1 volte


SOCIETA'
Auguri Santità!
16 aprile 2009


Porgendo i miei personali e sentiti auguri al Pontefice che compie la bellezza di 82 anni, e augurandogli ancora un lungo pontificato nonostante l'opposizione, spesso becera e ignorante, che subisce, lascio i lettori con questa riflessione di Don Tommaso Acciarri, e con un invito alla preghiera:

Orémus pro pontífice nostro Benedícto.
Dóminus consérvet eum,
et vivíficet eum,
et beátum fáciat eum in terra,
et non tradat eum in ánimam inimicórum éius.
Amen

Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Papa Ratzinger Benedetto XVI compleanno laicismo

permalink | inviato da -Lore- il 16/4/2009 alle 11:48 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
SOCIETA'
Nuova tempesta mediatica contro il Papa
13 aprile 2009


"Di ritorno dall’Africa, appena atterrato a Roma in un pomeriggio soleggiato, il Papa avrebbe esclamato con i giornalisti: “Che bel tempo, oggi!”.

Questa frase imprudente ha sollevato nel mondo emozione e perplessità e sta alimentando una polemica crescente. Riportiamo alcune delle reazioni più significative.

L’arcivescovo di Salisburgo: “Ribadiamo la piena fedeltà della Chiesa austriaca al Pontefice e ci stringiamo a lui. Ma è spontaneo chiedersi se per caso egli non voglia far regredire la Chiesa ad una setta animista di adoratori del sole. Dopo tale frase, il numero di persone che chiedono la cancellazione dai registri fiscali per il sostegno alla Chiesa cattolica è considerevolmente aumentato

Alain Juppé, ex primo ministro francese e ora sindaco di Bordeaux: “Nell’istante in cui il papa pronunziava queste parole, a Bordeaux pioveva a catinelle. Questa contro-verità, prossima al negazionismo, mostra che il papa vive in uno stato di totale autismo. Questo distrugge, se ve n’era ancora bisogno, il dogma dell’infallibilità pontificale".

Il Rabbino-Capo di Roma: “Come si può ancora pretendere che faccia bello dopo la Shoah? Solo il giorno in cui si deciderà a farmi visita alla Sinagoga di Roma allora, forse, potremo insieme verificare come sarà il tempo

Margherita Hack, astronoma e astrofisica: “Affermando senza mezzi termini e senza prove obbiettive indiscutibili “che bel tempo oggi”, il papa dimostra il disprezzo ben noto della Chiesa per la Scienza, che combatte il dogmatismo da sempre. Che cosa c’è di più soggettivo e di più relativo di questa nozione di “bello”? Su quali prove sperimentali indiscutibili si appoggia? I meteorologi e gli specialisti della materia non sono giunti a mettersi d’accordo sul punto nell’ultimo Colloquio Internazionale a Caracas. E ora Benedetto XVI, ex cathedra, pretende decidere lui con tale arroganza. Si vedranno presto accendere roghi per tutti quelli che non concordano interamente con la nozione papalina di bello e cattivo tempo?

L’Associazione delle Vittime del Riscaldamento Globale: “Come non vedere in questa dichiarazione provocatoria un insulto per tutte le vittime passate, presenti e future dei capricci del clima, delle inondazioni, degli tsunami, della siccità? Questa acquiescenza al “tempo che fa” mostra chiaramente la complicità della Chiesa con questi fenomeni distruttori, nei quali pretende vedere disegni “provvidenziali” di un Dio vendicatore e punitivo. E, quel che è peggio, simile attitudine non fa che incoraggiare coloro che causano il riscaldamento del pianeta, poiché potranno ora far valere l’avallo del Vaticano.

Il Consiglio Mondialista: “Il papa finge di dimenticare che mentre splende il sole a Roma, una parte del pianeta è sprofondata nell’oscurità notturna. Ecco un segno intollerabile di disprezzo per vastissime porzioni del mondo e un chiaro segno, se ve n’era ancora bisogno, dell’eurocentrismo neocoloniale di questo papa tedesco”.

Il Direttivo americano delle Associazioni femministe: “Perché il papa ha voluto dire “che bel tempo” usando termini che, nell’originale in italiano della frase, sono al maschile? Avrebbe potuto benissimo utilizzare parole femminili come “che bella giornata”, o meglio ancora “che tempo attraente”, usando così un aggettivo “inclusivo” perché non declinabile differentemente al maschile e al femminile. E’ evidente che questo papa, che già ha fatto condannare la formula del battesimo e delle benedizioni non maschilista (“In the name of the Creator, the Redeemer and the Sanctifier”), mostra ad ogni occasione il suo attaccamento ai principi più retrogradi. E’ sconsolante che nel 2009 si sia ancora a tali punti di arretratezza

La Lega dei Diritti dell’Uomo: “Questo tipo di dichiarazioni non può che ferire profondamente tutte le persone che hanno della realtà uno sguardo diverso da quello del papa. Pensiamo in particolare alle persone immobilizzate in ospedale, o imprigionate, il cui orizzonte si limita a quattro mura; e così pure alle vittime di malattie rare i cui sensi non permettono di percepire lo stato della situazione atmosferica. C’è qui, è evidente, una volontà di discriminazione tra chi vede il “bello” secondo il canone ellenizzante che si vorrebbe imporre a tutti (a scapito delle minoranze, degli afroamericani e di ogni concetto di 'inculturazione'), e coloro che, per scelta o per impossibilità, percepiscono le cose in modo differente. Noi proporremo a titolo dimostrativo querele giudiziarie per discriminazione contro questo papa”.

Alberto Melloni, della Scuola di Bologna: “Si vede bene la profonda differenza tra questo papa introverso e chiuso in sé e nel suo mondo sorpassato, che si limita ad un’osservazione climatica senza trarne le dovute conseguenze, ed invece la paterna apertura al mondo di Papa Giovanni XXIII che, dopo aver osservato la luna in cielo, invitava tutti a portare ai loro bambini la carezza del Papa. A quando un Giovanni XXIV che riprenda in mano la spinta dello Spirito conciliare, che gli ultimi papi hanno tentato di soffocare?

Beppe Severgnini, giornalista: “Il Papa è il Papa. Punto. Ma non si può non pensare con un po’ di nostalgia che Giovanni Paolo II le stesse parole le avrebbe dette magari in romanesco (“ggiornata bbona!”) e agitando lo zucchetto bianco ai fedeli che lo riaccoglievano a casa”.


L’Osservatore Romano ha pubblicato una versione leggermente differente delle parole esatte del Papa (egli avrebbe detto, secondo l’Osservatore: “qualcuno potrebbe dire che faccia bel tempo”). Ma le registrazioni audio e video dei giornalisti hanno smentito la versione edulcorata. Molti hanno anche attaccato l’ingenuità di P. Lombardi che, pur essendo al fianco del Papa, non è intervenuto per impedire quell’affermazione o subito chiarirne meglio il senso.

Membri influenti della Curia hanno tentato di attenuare la gravità della frase del Papa, facendo rilevare la sua stanchezza dopo il viaggio africano, vista la avanzatissima età del Pontefice, nonché dichiarando che la frase incriminata è stata mal compresa e voleva avere un significato teologico-metafisico e non climatico, come grossolanamente è stata interpretata.

Ma la polemica non accenna a placarsi."

(Fonte: Messa in Latino Blog)
(Fonte immagine: Flickr)
SOCIETA'
Mi apolidicizzo
2 aprile 2009


La Corte Costituzionale ha bocciato la parte della legge 40 sulla fecondazione assistita, in cui si limita a tre il numero degli embrioni da impiantare. Una decisione destinata a riaccendere lo scontro politico sul fronte della bioetica, già incandescente per il controverso progetto di legge sul testamento biologico.

I giudici costituzionali hanno dichiarato l'illegittimità dell'articolo 14, comma 2, della legge, nel punto in cui prevede che ci sia un "unico e contemporaneo impianto [di embrioni], comunque non superiore a tre".

Viola, inoltre, la Costituzione anche il comma 3 dello stesso articolo, nella parte in cui non prevede che il trasferimento degli embrioni, da realizzare non appena possibile, debba essere effettuato senza pregiudizio della salute della donna.

(Yahoo Notizie)

La "salute della donna". Eh già... ma lasciamo perdere. Quello che sto notando con sempre più preoccupazione, invece, è che dall'interpretazione data alla nostra Costituzione viene ultimamente di tutto di peggio, riferendomi anche alla sorte recente della povera Eluana, ammazzata "costituzionalmente".

A questo punto, chiederei di essere cancellato dall'anagrafe dello Stato Italiano. Secondo voi si campa bene da apolidi? Perché se i miei "diritti" li deve difendere questa Costituzione, non mi vorrei trovare un bel giorno al contrario ad essere definito formalmente "anticostituzionale" per i miei principi cattolici, a causa della deriva laicista che sta prendendo il presunto documento che ci dovrebbe garantire le libertà fondamentali. La Costituzione in mano ad associazioni come "Madre Provetta", incredibile: e poi a sabotarla doveva essere Berlusconi!

Fortuna che nel centrodestra esiste ancora una maggioranza che ha il coraggio di opporsi a certe cose. Per il resto, riguardo la costituzione deformata, vi lascio tre begli articoli di Maurizio Blondet:

Sulla Costituzione e i suoi difensori (questo è vecchiotto, ma è libero e sempre attuale)

La Costituzione che ci corrompe

E, per finire in bellezza, il golpe Englaro:

"Nel caso Englaro sono tutti arbitrii. Nessuno degli atti è legittimo. E tutti dipendono dal fatto che la costituzione scritta è stata deformata in modo permanente da quella materiale, scolpita a colpi di atti di forza. Se fossimo civili il divieto Berlusconi non avrebbe nemmeno bisogno di essere reso esplicito. La violazione gravissima è della magistratura e del custode della deformata costituzione."

(Fonte immagine: Flickr)


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. laicismo costituzione legge 40

permalink | inviato da -Lore- il 2/4/2009 alle 2:39 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
SOCIETA'
Gli auguri di Google (a seguire i miei)
24 dicembre 2008
Immagino che abbiate usato anche voi Google, in questi giorni.
E con un minimo d'osservazione, avrete notato che il logo di quest'anno ci fa gli auguri per delle non meglio definite "feste d'inverno" (?!).
Onestamente, non vedo cosa ci sia da festeggiare: l'inverno è una stagione fredda; al massimo potrei concepire delle feste per salutare l'estate o la primavera. Al limite, sarebbe stato più coerente augurare "buone vacanze", e chiusa lì.

Forse, questo sarà uno degli ultimi Natali come lo conosciamo. Le festività senza fondamento non reggono, e pian piano la "magia" di questo giorno svanirà, insieme al business, man mano che si oscura la vera Magia della venuta di Nostro Signore.
E ciò non è affatto detto che sia un male: un tempo non esistevano i regali, esisteva solo l'attesa. Come quella dei poveri pastori, così felici di accogliere il Re. E che lo accoglievano bene, allora.

Auguri polemici, è vero, ma i tempi lo richiedono. In ogni caso, che il Signore possa rinascere nei vostri cuori e colmarli di benedizioni. Buone feste!


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. laicismo natale secolarizzazione

permalink | inviato da -Lore- il 24/12/2008 alle 14:40 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa
sessualità
Omofollia
4 ottobre 2008
Un vecchio articolo di Cammilleri, che sembra ancor oggi fresco d'attualità.

Omo

Lettera pubblicata da «Avvenire» il 20 dicembre 2007: «Credo che la nostra società stia facendo un grave errore: ha concesso all’ideologia gay il monopolio del linguaggio.

Un po’ di anni fa qualcuno mi ribattezzò “eterosessuale”. Io ero semplicemente “normale”. Mia moglie e io avevamo formato una famiglia, società naturale fondata sul matrimonio, i cui diritti sono riconosciuti dalla Costituzione. Desideravamo dei figli, e questo veniva incontro alle necessità della società, che ha bisogno di 2,1 figli per donna per sussistere. I figli nacquero attraverso normali rapporti sessuali, che, essendo potenzialmente fecondi, hanno una rilevanza per la società e per lo Stato.

La distinzione è quindi tra rapporti sessuali e rapporti omosessuali: questi ultimi sono scelte personali, prive di rilevanza sociale, essendo rapporti infecondi (sottolineo “scelte”: una persona può avere tendenze omosessuali e scegliere di NON avere rapporti). Quel prefisso “etero” proviene dall’ideologia gay. Poi qualcuno cominciò a sostituire la parola “omosessuale” con la parola “gay”.

Più spiccio, dicevano. Spiccio e falso: omosessuale e gay non sono sinonimi. Gli omosessuali non gay sono la maggioranza: sono persone riservate, che non amano il chiasso, che non vanno in tivù e non sfilano in piazza, che non rivendicano diritti particolari. Ognuno di noi ne conosce qualcuno. (…). Poi arrivò l’omofobia. Ha un suono simile a una malattia (claustrofobia, aracnofobia,…), ma è una malattia inesistente, inventata dall’ideologia gay per i suoi scopi. Discriminazione nei confronti degli omosessuali? Il discorso discriminatorio comincia a diventare un po’ ridicolo: conoscete casi di persone rifiutate sul lavoro perché omosessuali? Ragazze vengono invece rifiutate perché giovani spose a rischio di maternità. Persone omosessuali siedono in Parlamento, sono ai vertici di diverse Regioni, sono presenti nel mondo dell’arte, del teatro, della tivù, del cinema, della letteratura, della moda, nelle università e nelle scuole di ogni ordine e grado, hanno una disponibilità di reddito ben superiore alla media, hanno organizzazioni nazionali a loro disposizione: la discriminazione non esiste. La cosa è talmente vera che i casi vengono cercati ed enfatizzati ad arte, come il recente fatto del “gay fuori dal coro parrocchiale”. La finta malattia detta omofobia serve solo a zittire coloro che contestano l’ideologia gay (si dà dell’omofobo un po’ come un tempo si dava del fascista). All’estero siamo già arrivati alla discriminazione rovesciata: alla fine del 1998 il 25% dei ministri maschi del governo Blair erano omosessuali dichiarati. Adesso arriva il “gender”.


(Leggi tutto)

Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. gay omosessualità laicismo

permalink | inviato da -Lore- il 4/10/2008 alle 19:55 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
SOCIETA'
E' passato Cristo
4 agosto 2008
Quando Benedetto XVI ha lasciato Sydney lunedì mattina, i resoconti di giornali, radio e televisione parlavano ampiamente del successo della Giornata Mondiale della Gioventù e del segno che il Papa ha lasciato in Australia. In particolare, si è richiamata l'attenzione sulla diminuzione dei delitti durante la settimana dell'evento e sul suo effetto ecumenico sulla popolazione.
[...]

I giovani non hanno colpito solo i leader cattolici. La loro influenza ha superato i limiti religiosi e sociali. Il commissario di Polizia del Nuovo Galles del Sud Andrew Scipione ha detto che statisticamente il tasso di delitti a Sydney nella settimana della GMG è stato il più basso da molto tempo, attribuendo questo fatto alla presenza dei pellegrini e a un generale "senso di spiritualità" che si è diffuso.
[...]
Alex Dorcas, padrone di un ristorante a Macquarie Street, dove è passata la papamobile, ha detto a ZENIT che l'evento giovanile ispira unità, un commento che al Papa sarebbe piaciuto. Il Santo Padre si è riunito con i leader cristiani in un incontro ecumenico venerdì. "Anche se sono ortodosso - ha spiegato Dorcas -, ho visto la gentilezza di questi giovani che sono venuti nel mio ristorante in questi giorni, ho visto che la fede è viva e che questo tipo di eventi alimenta nuove opportunità per l'unità. Mi piacerebbe avere un'occasione di questo tipo ogni mese!".

Ecco perché, a mio modesto parere, quelli che proclamano la fede solo come "fatto privato" e vorrebbero strenuamente togliere i crocifissi dovrebbero pensarci, minimo, due volte...

P.S.: leggete il resto dell'articolo, è interessante.


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. vita della Chiesa laicismo

permalink | inviato da -Lore- il 4/8/2008 alle 19:35 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa
Senza nascite non c'è futuro
1 luglio 2008
Una chicca di Piero Angela. Non proprio recentissima, di certo attuale.

Piero Angela: “senza nascite non c’è futuro”

"Perché dobbiamo fare più figli”, il nuovo libro del giornalista e divulgatore scientifico

di Antonio Gaspari

ROMA, lunedì, 9 giugno 2008 (ZENIT.org).- E’ appena arrivato nelle librerie e nelle edicole l’ultimo libro di Piero Angela e di Lorenzo Pinna dal titolo “Perchè dobbiamo fare più figli” (Mondatori, 245 pp., 17,00 Euro).

Il più noto divulgatore scientifico italiano, autore di almeno 25 libri e di 20 trasmissioni televisive, spiega la drammaticità del crollo delle nascite e della dissoluzione dei matrimoni. Due mali che stanno fiaccando il mondo avanzato mettendone in pericolo il futuro.

Di formazione positivista, Angela era noto per aver affrontato il problema della crescita della popolazione in maniera critica, mentre con questo libro ribalta completamente l’approccio neomalthusiano.

Per dare un esempio di come si stia evolvendo la situazione demografica in Italia, gli autori descrivono e disegnano una foto di matrimonio di 50 anni fa, con tanti bambini avanti e pochi anziani dietro.

Oggi invece la stessa foto di matrimonio vede tanti anziani a fianco degli sposi e pochi bambini avanti. E’ il classico esempio della piramide demografica che si è rovesciata e che, se non verrà riequilibrata, apporterà seri danni alla civiltà europea in particolare.

Con l’aiuto di cifre e grafici, il libro illustra come dal 1951 al 2007, i bambini sono passati dal 27% al 14% della popolazione, mentre, nello stesso periodo, gli anziani oltre i 65 anni sono passati dall’8% al 20%.

Che si viva più a lungo è un grande beneficio, ma gli autori spiegano che il problema è la scarsità delle nascite. All’inizio del secolo ogni donna italiana aveva in media 4 figli, mentre nel 2000 solo uno.

Il libro sottolinea che in Italia ci si sposa di meno e sono in crescita separazioni e divorzi. Tra gli anni '50 e '60 in Italia ci sono stati 400.000 matrimoni di media, oggi, con una popolazione maggiore, sono 251.000.

In aumento anche le separazioni, 82.000 nel 2005, e i divorzi 47.000. Secondo i dati Istat i divorzi nel 2005 sono aumentati del 74% rispetto al 1995.

Dal punto di vista economico, il libro sottolinea la gravità del crollo delle nascite, soprattutto in relazione al mantenimento del sistema pensionistico.

La crescita demografica del dopoguerra, permetteva un rapporto che vedeva 24 anziani ogni 100 occupati. Oggi il rapporto è di 71 anziani per 100 occupati e nel 2020 sarà di 100 anziani ogni 100 occupati.

Se non si tornerà ad una crescita demografica significativa, è evidente che il sistema pensionistico rischia di collassare.

(Leggi tutto)

POLITICA
L'eurocrazia impalpabile? Ecco un esempio di cittadino ignorante
14 giugno 2008
Se qualcuno mi avesse parlato del Trattato di Lisbona qualche tempo fa, non avrei avuto di che rispondere.
Ho iniziato a capirci qualcosa iniziando a leggerne su qualche sito per caso, qua e là, e trovandone notizie in un post di Quid est veritas. Certo, non sarò il tipo che si sveglia alle 5 del mattino per ripassarsi i quotidiani, ma le notizie le seguo tutti i giorni con una certa costanza. In un paese normale, dovrei essere a questo punto informato sulla ratifica di un importante trattato internazionale e delle sue conseguenze sulla nostra nazione, no?
Eppure, sono passate solo poche settimane da quando ho pubblicato il primo articolo relativamente alla questione, e solo poco tempo prima ho avuto l'occasione di approfondirla. Scoprendo con un certo disappunto che si è voluto fare un "trattato" per non chiamarlo "costituzione", bypassando il NO di due paesi al referendum sulla sua approvazione, e imporre tramite ratifica parlamentare tutto ciò cercando di farlo passare con il silenziatore. Mi sento la prova vivente di quanto questo silenzio sia stato efficace.
Di più: il trattato in questione sembra dia il permesso a nonsisachi di imporre diktat in materia di bioetica e non solo. Viste le idee di Bruxelles su tali questioni, c'è da star freschi...
E poi, dicono che comunque sarà un "progresso inevitabile": per forza! Persino oggi la notizia principale riguardante il trattato, ovvero la bocciatura referendaria da parte dell'Irlanda, sì è guadagnata solo un piccolo spazietto nel sito dell'ANSA. E, naturalmente, qualche mese fa non l'avrei letta...

A questo punto, non posso che unirmi agli amici bloggers nel ringraziare Dublino per questo voto controcorrente. E lasciandovi(mi) con due "compiti per casa": approfondire il più possibile il Trattato, e leggervi il canzante articolo qui sotto.

Benedetto XVI presenta la figura di San Colombano

Intervento in occasione dell'Udienza generale

CITTA' DEL VATICANO, mercoledì, 11 giugno 2008 (ZENIT.org).- Pubblichiamo il testo dell'intervento pronunciato questo mercoledì mattina da Benedetto XVI nel corso dell'Udienza generale in piazza San Pietro in Vaticano, dedicata a presentare la figura di San Colombano.


* * *


Cari fratelli e sorelle,

oggi vorrei parlare del santo abate Colombano, l'irlandese più noto del primo Medioevo: con buona ragione egli può essere chiamato un santo "europeo", perché come monaco, missionario e scrittore ha lavorato in vari Paesi dell'Europa occidentale. Insieme agli irlandesi del suo tempo, egli era consapevole dell'unità culturale dell'Europa. In una sua lettera, scritta intorno all'anno 600 ed indirizzata a Papa Gregorio Magno, si trova per la prima volta l'espressione "totius Europae - di tutta l'Europa", con riferimento alla presenza della Chiesa nel Continente (cfr Epistula I,1).


Colombano era nato intorno all'anno 543 nella provincia di Leinster, nel sud-est dell'Irlanda. Educato nella propria casa da ottimi maestri che lo avviarono allo studio delle arti liberali, si affidò poi alla guida dell'abate Sinell della comunità di Cluain-Inis, nell'Irlanda settentrionale, ove poté approfondire lo studio delle Sacre Scritture. All'età di circa vent'anni entrò nel monastero di Bangor nel nord-est dell'isola, ove era abate Comgall, un monaco ben noto per la sua virtù e il suo rigore ascetico. In piena sintonia col suo abate, Colombano praticò con zelo la severa disciplina del monastero, conducendo una vita di preghiera, di ascesi e di studio. Lì fu anche ordinato sacerdote. La vita a Bangor e l'esempio dell'abate influirono sulla concezione del monachesimo che Colombano maturò col tempo e diffuse poi nel corso della sua vita. 

[...]

Il monaco irlandese fu convocato nel 603 a Châlon-sur-Saôn per rendere conto davanti a un sinodo delle sue consuetudini relative alla penitenza e alla Pasqua. Invece di presentarsi al sinodo, egli mandò una lettera in cui minimizzava la questione invitando i Padri sinodali a discutere non solo del problema della data della Pasqua, problema piccolo secondo lui, "ma anche di tutte le necessarie normative canoniche che da molti - cosa più grave - sono disattese (mi viene da pensare: che direbbe di fronte agli abusi liturgici di oggi? NdR)" (cfr Epistula II,1). Contemporaneamente scrisse a Papa Bonifacio IV - come qualche anno prima già si era rivolto a Papa Gregorio Magno (cfr Epistula I) - per difendere la tradizione irlandese (cfr Epistula III).

Intransigente come era in ogni questione morale, Colombano entrò poi in conflitto anche con la Casa reale, perché aveva rimproverato aspramente il re Teodorico per le sue relazioni adulterine. Ne nacque una rete di intrighi e manovre a livello personale, religioso e politico che, nell'anno 610, si tradusse in un decreto di espulsione da Luxeuil di Colombano e di tutti i monaci di origine irlandese, che furono condannati ad un definitivo esilio. Furono scortati fino al mare ed imbarcati a spese della corte verso l'Irlanda. Ma la nave si incagliò a poca distanza dalla spiaggia e il capitano, vedendo in ciò un segno del cielo, rinunciò all'impresa e, per paura di essere maledetto da Dio, riportò i monaci sulla terra ferma. Essi, invece di tornare a Luxeuil, decisero di cominciare una nuova opera di evangelizzazione. Si imbarcarono sul Reno e risalirono il fiume. Dopo una prima tappa a Tuggen presso il lago di Zurigo, andarono nella regione di Bregenz presso il lago di Costanza per evangelizzare gli Alemanni.

[...]

Se l'uomo userà rettamente di quelle facoltà che Dio ha concesso alla sua anima allora sarà simile a Dio. Ricordiamoci che gli dobbiamo restituire tutti quei doni che egli ha depositato in noi quando eravamo nella condizione originaria. Ce ne ha insegnato il modo con i suoi comandamenti. Il primo di essi è quello di amare il Signore con tutto il cuore, perché egli per primo ci ha amato, fin dall'inizio dei tempi, prima ancora che noi venissimo alla luce di questo mondo" (cfr Instr. XI). Queste parole, il Santo irlandese le incarnò realmente nella propria vita. Uomo di grande cultura -scrisse anche poesie in latino e un libro di grammatica - si rivelò ricco di doni di grazia. Fu un instancabile costruttore di monasteri come anche intransigente predicatore penitenziale, spendendo ogni sua energia per alimentare le radici cristiane dell'Europa che stava nascendo. Con la sua energia spirituale, con la sua fede, con il suo amore per Dio e per il prossimo divenne realmente uno dei Padri dell'Europa: egli mostra anche oggi a noi dove stanno le radici dalle quali può rinascere questa nostra Europa.

(Leggi tutto)



Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. laicismo unione europea trattato di lisbona

permalink | inviato da -Lore- il 14/6/2008 alle 13:16 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
SOCIETA'
Il Male e il Bene in Canada
12 giugno 2008
Il Male che avanza...

Cattolicesimo - Reato di Odio in Canada?

“Se uno, a causa dei propri sinceri credo morali, sia questi Giudeo, Musulmano, Cristiano o Cattolico, si oppone all'idea del matrimonio fra persone dello stesso sesso, è ciò considerato "odio" in Canada ?”

La domanda non è nè retorica nè teorica : Alphonse de Valk, sacerdote brasiliano ed attivista pro-vita ben noto in tutto il Canada per la sua ortodossia, è indagato dalla Commissione Canadese per i Diritti Civili ( CHRC ), una istituzione quasi-giudiziaria che ha dietro di sè tutto il potere del governo canadese. Il CHRC lo sta indagando in base alla Sezione 13 dell'Atto dei Diritti Civili del Canada. Nessun imputato che sia stato accusato e finito in tribunale - prossima tappa dell'azione legale - in base a tale Sezione del codice, ha mai vinto.

La maggior parte degli imputati hanno finito col pagare migliaia di dollari di multe e rimborsi, oltre a svariati costi procedurali. Inoltre, gli imputati hanno a carico la propria difesa mentre, all'opposto, i querelanti ricevono assistenza legale gratuita fornita dalla stessa Commissione.

Ma di quale "reato di odio" sarà mai sospettato Padre de Valk ?

Il Padre,  durante un dibattito in Canada su "matrimonio" fra persone dello stesso sesso, ha difeso gli insegnamenti della Chiesa, con numerose citazioni dalla Bibbia, dal catechismo della Chiesa Cattolica e dalle encicliche di Papa Giovanni Paolo II°. Ognuno di questi documenti contiene insegnamenti Cattolici ufficiali. Come milioni di altre persone al mondo, di tutte le età - e molte delle quali nemmeno Cattoliche e nemmeno Cristiane - il Padre ritiene che il matrimonio sia esclusivamente l'unione fra un uomo ed una donna.

La risposta di Mark Van Dusen, portavoce della CHRC e consulente in comunicazioni, mi ha sorpreso. Già in passato avevo intervistato van Dusen e mi era sempre sembrato una persona onesta desiderosa di trovare risposte documentate, per conto della commissione,  alle domande difficili. Se ritenesse capziosa un'accusa presentata alla commissione, lo direbbe chiaramente. Se ritenesse  il CHRC ed il suo personale oltremodo coinvolti, lo affermerebbe con forza.

Eppure van Dusen non ha lasciato cadere la cosa, come invece pensavo facesse. "Indaghiamo sulle accuse, Sig. Vere, " mi ha detto "non seguiamo politiche pubbliche o schemi morali. Indaghiamo le accuse basandoci sulle circostanze e sui dettagli presentati nelle querele. E... se... durante le indagini... emerge che ci sono sufficienti prove, allora possiamo portare le accuse davanti ad un tribunale, comunque "odio" è definito nel Codice dei Diritti Umani, Sezione 13-1."

In altre parole, singoli Giudei, Musulmani, Cattolici o altri Cristiani che, per motivi di coscienza, mantengono gli insegnamenti tradizionali della loro fede, relativi al matrimonio, se si trovano in Canada, sono molto verosimilmente accusabili di promuovere l'odio. Lo stesso vale per qualsiasi comunità religiosa in Canada, se non abbraccia la definizione moderna di una delle istituzioni più antiche al mondo - una ridefinizione rigettata anche dai più accaniti secolaristi francesi.

"Il nostro compito è guardarci dentro, confrontare con il codici, raccogliere cause legali, decisioni di tribunali e corti relative all'odio e decidere se portare avanti le accuse, lasciarle cadere o se c'è spazio per un accordo fra le parti, " prosegue van Dusen. La possibilità che il CHRC consideri l'aderire al Cattolicesimo od all'Islam come un possibile reato di odio è diventata reale quando van Dusen ha implicitamente ammesso che la commissione avrebbe potuto lasciar cadere l'accusa contro Padre De Valk. Infatti, sono passati più di sei mesi dalla prima notifica a Padre De Valk e non c'è stato il minimo accenno che la commissione lasciasse cadere l'accusa.

(Leggi tutto)

...e nuovi semi di Bene che germogliano silenziosamente:

Il rinnovamento cattolico in Canada

Segnali di una rinascita della fede nella Chiesa


di Pete Vere

QUEBEC CITY, martedì, 10 giugno 2008 (ZENIT.org).- La fede farà parte integrante delle celebrazioni per il 400° anniversario della fondazione della Città di Quebec. In coincidenza con tale evento si svolgerà, infatti, il 49° Congresso eucaristico internazionale.

Isabelle Thiberge, responsabile delle comunicazioni per l’Arcidiocesi di Quebec, ha riferito a ZENIT che l’Arcidiocesi ha organizzato il Congresso per il 15-22 giugno, incentrato sul tema “L’Eucaristia, dono di Dio per la vita del mondo”.

“Quebec è stata fondata sulla lingua francese e sulla fede cattolica”, ha spiegato Thiberge. “Non potremmo celebrare i 400 anni dalla fondazione di Quebec senza parlare della fede cattolica, da cui deriva quasi tutto ciò che esiste nella nostra società. Il nostro sistema sanitario e quello educativo sono stati costituiti dai nostri fratelli e sorelle nella fede”.

L’ex sindaco della Città di Quebec, Jean-Paul L'Allier, aveva invitato l’Arcidiocesi ad organizzare un evento speciale nel 2008 per segnare l’anniversario.

“Così [mons. Maurice Couture], allora Arcivescovo di Quebec, ebbe l’idea di chiedere al Papa Giovanni Paolo II un Congresso eucaristico internazionale”, ha riferito Thiberge. Il Santo Padre approvò la richiesta nel 2004.

Secondo Thiberge, molti cattolici si sono attivati per l’organizzazione del Congresso eucaristico. “È una piacevole sorpresa”, ha affermato.

“Ci eravamo posti degli obiettivi sul numero dei giovani per il Congresso, ma già ora li abbiamo superati; è una grande gioia”, ha aggiunto.

Le preparazioni riguardano non solo gli aspetti logistici, ma anche quelli spirituali, ha proseguito Thiberge.

Sin dal 2005 gli organizzatori hanno ospitato un raduno annuale per aiutare i giovani a prepararsi spiritualmente all’evento del Congresso.

“Il primo anno siamo partiti con 250 giovani”, ha ricordato Thiberge. “Il secondo anno ce ne aspettavamo 350, ma abbiamo poi dovuto sospendere le registrazioni quando è stata raggiunta quota 600, per mancanza di spazio. Lo scorso anno sono stati più di 1.200”.

Questo ha dato un forte sapore giovanile alla programmazione del Congresso internazionale.

“I giovani si stanno sistemando, stanno dando il loro apporto attivo e volontario nella preparazione del Congresso”, ha spiegato Thiberge. “La nostra speranza è che tutto ciò riporti le persone alla fede e alla riscoperta della loro fede cattolica”.
[...]
I
Companions of the Cross sono formati da 35 sacerdoti, 2 diaconi e 12 seminaristi.

Mentre i seminaristi frequentano corsi di filosofia e teologia nei seminari cattolici locali, essi risiedono nelle canoniche delle parrocchie, sotto la direzione dei sacerdoti della comunità.

“È bene che i seminaristi comprendano la vita della parrocchia - secondo padre McCaig - che ne facciano parte e che siano ben integrati in essa”.

I seminaristi imparano l’importanza pratica della teologia, il perché dell’importanza della teologia della Chiesa e come applicare ciò che si è imparato in classe alla vita concreta dei laici nella pastorale.

Questa caratteristica comunitaria prosegue anche dopo l’ordinazione sacerdotale. I preti vengono infatti assegnati ad una delle varie case della comunità, dove vivono insieme ad altri sacerdoti e seminaristi.

“La comunità è una cosa importante”, ha detto padre McCaig. “Padre Bedard vedeva giovani che si intimidivano e si allontanavano dalla vocazione per l’apparente solitudine della chiamata. Riteniamo che sia molto importante che i sacerdoti si sostengano l’un l’altro”.

La pietra angolare di questo sostegno è la preghiera, ha affermato padre McCaig, sia essa liturgica nell’ambito della parrocchia, preghiera comunitaria nelle case dei Companions of the Cross, o preghiera personale e interiore di ogni sacerdote e seminarista.

Educazione

Buona parte del rinnovamento cattolico in Canada riguarda gli istituti di educazione cattolica.

Uno di questi istituti è la Our Lady Seat of Wisdom Academy (OLSWA), di livello universitario, che si trova a Barry’s Bay, nell’Ontario, un piccolo paese rurale nel cuore dell’Ottawa Valley.

“OLSWA ha un particolare approccio universitario agli studi umanistici”, secondo la nota introduttiva del sito Internet dell’Accademia. “In piena sintonia con la chiamata della Chiesa ad un rinnovamento nella cultura, cerchiamo di formare gli studenti alla piena fiducia della mente e del cuore nel futuro che Nostro Signore Gesù Cristo ha preparato per loro”.

(Leggi tutto)
CULTURA
Psicanalisi di Odifreddi
8 giugno 2008
Tempo fa, Faber ha portato all'attenzione del sottoscritto l'ultima fatica d'Ercole (?!?) del matematico Odifreddi: "Il matematico impenitente" (... e non si era capito?).
Il personaggio è noto penso anche ai lettori di questo blog. Non starò qui a fare un tedioso quanto banale lavoro di smantellamento alle tesi (chiamiamole così) anticlericali del tizio in questione. La cosa più interessante è affrontare il personaggio dal punto di vista psicologico.

Io non sono certo erudito in Scienze della Psiche, ma due osservazioni mi pare di poterle fare. Innanzitutto, l'ossessione contro il cattolicesimo che rasenta il caricaturale: guardate la copertina del libro suddetto. Essa riassume un pò tutto quello che Odifreddi vuole essere: un "diavolaccio" incaricato dalla (dea?) Ragione di smantellare quelle che ai suoi occhi sono solo delle sciocche superstizioni. La cosa buffa è che la missione che il soggetto si è dato, a giudicare dai toni e dall'atteggiamento in generale, si potrebbe definire sacra. E in questo modo, inconsapevolmente, il Razionalissimo si è costruito un modello religioso al quale vuol corrispondere, si è trasformato in un messia di quell'ideologia da lui identificata come Scienza. Non sto scherzando: sembra esserci molto misticismo, più che razionalismo, in quello che Odifreddi vuole portare a termine.

Sapete chi mi ricorda? Me stesso. I miei primi tempi di conversione.
Uscivo da una vita sbandata e senza nessun punto di riferimento. Quando scoprii la fede, non è che ci aderii: mi ci abbarbicai. In reazione a tutto quello che mi aveva deluso, ho teso a fondare parte della mia adesione alla religione come rifiuto esagerato del mondo. Appena mi sono convertito, dentro di me doveva morire un uomo vecchio e nascerne uno rinnovato; e il processo non è stato rapido e indolore. All'inizio c'è stato un rifiuto totale del profano: avevo atteggiamenti troppo distaccati, a "santone", e la mia fede di allora colpiva e condannava il mondo in un pò tutti gli aspetti, quel mondo dal quale mi sentivo totalmente tradito e deluso. Pian piano la fase della crociata finì, e grazie a Gesù ora ho trovato un mio equilibrio interiore, che voglio sempre più rafforzare e limare nei dettagli, senza cadere né nel bigottismo né tantomeno in un cattolicesimo superficiale.

Ecco, Odifreddi secondo me ha vissuto un'esperienza tale quale la mia, ma all'incontro. Era seminarista. Qualcosa gli ha fatto sembrare la religione un elemente oscuro, opprimente, in ogni caso deludente verso le sue aspettative. Si è sentito pure lui tradito, insomma. Ed ecco che così il "nuovo" Odifreddi ateo-razionalista è diventato il cavaliere del dogma antireligioso, che, lancia in resta, vuole colpire e diffamare a qualsiasi costo tutto ciò che è di cattolico.
C'è da notare, a questo punto, la differenza tra noi: il mio, di squilibri, si è attenuato pian piano che continuavo il cammino. Il suo sembra sempre più peggiorare.
Per me è un indizio di quale è la strada giusta, e a questo punto si potrebbe dire un'indizio della stessa esistenza di Dio.
Io sono stato con Gesù, e la Sua vicinanza mi ha rimarginato vecchie ferite, rendendomi un cristiano e un uomo più autentico (ancorché superpeccatore e miserevole) rispetto al lore neo-convertito. E quindi sempre più in pace, più felice. Piergiorgio (chiamato così dai suo genitori in onore del Frassati!) è diventato sempre più feroce e accanito nella sua battaglia: sta tentando di sconfiggere quella religiosità che per lui rappresente l'"uomo vecchio". Eppure sembra che questa battaglia non abbia mai fine: ve l'ho detto, non ha fine perché il "matematico impertinente"  secondo la mia opinione ha, come me tempo fa, un conflitto all'interno di sé stesso, non con il mondo cattolico. Problema interiore che però per lui non si sana. Per iniziare un percorso di guarigione, penso che dovrebbe tornare al punto che l'ha fatto allontanare dal cristianesimo, e chiedersi perché, se ne valeva la pena, invece di continuare a voler fuggire e barricarsi dietro al neoscientismo. Che forse nasconde il fatto che lui, in realtà, Gesù Cristo in quel seminario l'ha conosciuto. E la nostalgia con cui cerca vanamente qualcosa con cui soppiantarlo.

Altresì, questa condotta del matematico secondo me sembrerebbe mostrare la potenza del battesimo. Il battesimo ho letto che lascia una sigillo indelebile e un'attrazione verso le cose di Dio. E se questa attrazione irresistibile fosse quella che Odifreddi tente disperatamente di seppellire? Questo ci dovrebbe far riflettere su quanta responsabilità abbiamo, noi cattolici cosiddetti "praticanti", verso un qualsiasi battezzato.

Infine una puntualizzazione: questo post è opinabile. Come premesso, non sono uno "strizzacervelli", né a dir la verità un esperto sulla persona e le opere dello scienziato a cui si riferisce il post; neanche posso sottoscrivere al 100% l'ultima mia osservazione relativa al battesimo. Tuttavia, quella che ho dato mi sembra una spiegazione possibile e non banale sull'atteggiamento e il carattere ossessivamente anticlericale di Piergiorgio Odifreddi (che non perde occasione per darne sfoggio), e per questo ho deciso che comunque valeva la pena di postare.

sfoglia
marzo        maggio