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SOCIETA'
Hitler e il preservativo
2 luglio 2009


Ovvero, chi erano i sostenitori dei valori cosiddetti "progressisti"...

In occasione dell'ultimo pellegrinaggio di Benedetto XVI in Africa è scoppiato lo "scandalo del preservativo". Di tutta quella visita il mondo "progressista" sicuramente ricorderà unicamente il "no" papale ai preservativi. Insomma, non ci possiamo fare niente, il preservativo diventa simbolo di modernità, mentre lo scetticismo verso quegli affaretti di gomma diventa simbolo di un atteggiamento "reazionario". Quale modernità, tale reazione. Ai progressisti possiamo solo fare i complimenti per il simbolo di modernità da loro scelto, e nello stesso tempo richiamiamo umilmente l'attenzione sul fatto che però non dovrebbero più continuare ad affermare che i culti fallici costituiscono l'espressione di una civiltà inferiore...
 
[...]
 
Ma è solo l'inizio della storia. La cosa si fece comica dopo l'arrivo al potere dei nazional-socialisti guidati dal camerata Adolf Hitler. Il Führer - in quanto socialista - naturalmente era un sostenitore dell' "emancipazione" e della lotta ai "pregiudizi sessuali borghesi". Per questo la vendita iniziale di 25 milioni di preservativi l'anno (nel 1922), durante il Terzo Reich aumentò fino a 70 milioni di pezzi. Giulio il Pio fece così issare in fabbrica le bandiere hitleriane e i ritratti di Adolf Hitler. Prego di prestare attenzione a questo fatto: l'uomo di affari ebreo non esita ad appoggiare ostentatamente Adolf Hitler e il nazionalsocialismo. Ciò accade nonostante il fatto che sia ebreo, poichè considera gli affari più importanti di tutto il resto. Ebbene Signore e Signori, Julius Fromm appoggiava i nazisti.


Il nazismo fu un movimento moralmente rivoluzionario, voleva rompere con le norme etiche "borghesi", anche quelle sessuali. La sua fonte era infatti costituita dall'ideologia "völkisch", ed una delle manifestazioni di quest'ultima era il nudismo, il correre allegramente nudi per boschi e campi germanici. Tali motivi ideali furono sviluppati durante il Terzo Reich. Nel 1934 il manuale per le leader del movimento femminile nazista "Bund Deutscher Mädel" richiedeva di incoraggiare l'attività sessuale delle fanciulle prima del matrimonio. Le ragazze madri nel Terzo Reich costituivano un fenomeno normale, così come gli ospedali pieni di infettati da malattie veneree. La promiscuità era ufficialmente appoggiata. La propaganda del libertinaggio sessuale andava di pari passo con la promozione dei preservativi, che erano accessibili ad ogni passo - alle fermate degli autobus, nel metrò, nei bagni pubblici. Fu nel Terzo Reich che fu inventato quel dispositivo per la vendita dei preservativi in cui si mette una moneta e salta fuori l'affaretto di gomma. Furono prodotti almeno tre tipi di macchinette automatiche, che venivano poste nei vari luoghi pubblici.
 
Tali prodotti erano destinati alla "ricreazione" prematrimoniale, come a quella extraconiugale. Fu nel Terzo Reich che si iniziarono ufficialmente a vendere calendari "svestiti", in cui le varie Helga e Kunegunda presentavano le loro grazie a gloria della razza ariana. Signorine senza veli erano ospitate anche nei settimanali illustrati delle SS e del Partito Nazionalsocialista.


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