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arte
Ipazia, difesa preventiva
20 ottobre 2009
Dato che oggi vanno di moda i Dan Brown...

Poiché  non pochi lettori mi avvisano dell’appello in circolazione circa un film su Ipazia, l’intellettuale pagana trucidata da un gruppo di cristiani verso  il 415, ecco come andò la cosa (mi sono consultato, per vostra sicurezza, con Vittorio Messori). Racconta Eusebio di Cesarea che Ipazia non fu uccisa per ordine di s. Cirillo di Alessandria né per motivi religiosi bensì politici. I linciatori erano alcuni eretici «parabolani», cristiani fanatici che avevano mutuato il nome dai gladiatori che affrontavano i leoni (prima che Teodosio abolisse tali spettacoli nel circo). Disprezzavano la vita e, volendo morire al più presto per Cristo (secondo loro), si consacravano con giuramento ad assistere gli appestati e i malati di malattie infettive. Cirillo cercava di tenerli a bada ma a un certo punto scoppiò un dissidio politico tra lui e il prefetto di Alessandria, Oreste. Costui era sospettato di paganesimo e così i parabolani (cui si aggiunse qualche monaco fuori controllo) se la presero con Ipazia, che di Oreste era la favorita. Si aggiunga l’astio tutto egiziano per Bisanzio, di cui Oreste era rappresentante. Un astio che giocò il suo ruolo quando arrivarono gli arabi, i quali furono accolti in Egitto praticamente con gaudio per odio antibizantino (Costantinopoli aveva la mano pesante soprattutto con le tasse). Cirillo seppe del linciaggio a cose fatte.

(Fonte)
cinema
Mah
16 dicembre 2008
E stasera, film col Vaporidis.
In realtà lo stava guardando mia madre. Io l'ho seguito così, mentre stavo un pò a rilassarmi sul divano.

La classica storia della ragazza timida, che l'amore convince a sciogliersi e a diventare bella & socievole.

Classica? Uhm, non proprio. E' incredibile dove si arriva col pansessualismo. La ragazza timida "lo fa" con il belloccio di turno, rimanendo però racchia, per un mese. Eh certo, anche le ragazze timide e racchie, ai giorni d'oggi, hanno diritto alla loro dose di sesso "tanto per divertirsi". Perché negare il pansessualismo proprio a loro, poverette? E andare a lasciarle fuori dal grande conSesso umano di oggi...

E il film , pure sembrando indicare il contrario, finisce - dulcis in fundo - a invitare a privilegiare l'apparire sull'essere. Vaporidis e la Capotondi ne devono ancora azzeccare una, di pellicole, che esca fuori dall'idiozia totale.

Intanto, sul genere, io rimpiango Carrie (film e libro).

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permalink | inviato da -Lore- il 16/12/2008 alle 23:21 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
cinema
Bussola d'oro - le ragioni del no
16 dicembre 2007
Leggendo a giro su internet, in diversi siti si vede l'accusa di "fondamentalismo" verso i cattolici che boicottano "la bussola d'oro".

E perché? Si può non essere credenti, ma accusare di fondamentalismo in questo caso è ignoranza; i cattolici hanno protestato, sì, ma non acceccati da chissà quale fanatismo. L'hanno fatto sulla base di precisi motivi razionali. Eccovene solo alcuni.

L'associazione cattolica per la comunicazione in Spagna, SIGNIS, ritiene sensato che i genitori cattolici preferiscano che i loro figli non vedano il film "La bussola dorata". 

Lo si apprende da un comunicato emesso dalla Giunta direttiva dell'istituzione dopo aver consultato i Vescovi della Commissione per i Mezzi di Comunicazione della Conferenza Episcopale Spagnola, secondo quanto ha comunicato il suo presidente, Juan Orellana.

Di fronte alle reazioni suscitate dal film in vari ambiti per il suo presunto "anticattolicesimo", SIGNIS Spagna ha compiuto un'analisi centrata esclusivamente sul film e non sul romanzo originale di Philip Pullman, noto per la sua promozione militante dell'ateismo.

Secondo i comunicatori cattolici, "l'elemento più importante che può essere interpretato come un'allusione alla Chiesa cattolica è il 'Magisterium', un'istituzione tirannica che esercita il potere da secoli, soprattuto sui bambini - anime innocenti - e contro i progressi scientifici"

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«Le mie simpatie vanno al tentatore, assolutamente. L'idea è che il peccato, la Caduta, sia stata una cosa molto positiva. Se non fosse successa noi saremmo ancora dei giocattoli nelle mani del Creatore». Quest'affermazione, che non stupirebbe leggere nelle retoriche affermazioni di qualche pensatore ottocentesco da quattro soldi, campeggiano trionfalmente sulla quarta di copertina della trilogia fantastica di Philip Pullman, Queste oscure materie, da cui la New Line ha tratto un adattamento cinematografico del primo volume che uscirà a Natale, La bussola d'oro (The Golden Compass). Questo dunque è il "film per le famiglie" che ci vedremo proporre molto presto; questo è il film che tanti genitori vedranno assieme ai loro bambini, e che è solo la punta acuminata e tagliente dell'iceberg del problema del perpetuo e costante attentato alle strutture basilari della conoscenza umana in tanta letteratura per ragazzi.

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     A gli spettatori italiani che nei pros­simi giorni faranno la fila
per ve­dere il kolossal fantasy La busso­la d'oro - nei 450 cinema dove sarà
proiet­tato - senza aver letto il primo capitolo della trilogia di Phillip
Pullman dal quale il film è tratto, sembrerà insensato che le avventure di
una ragazzina in viaggio in un universo parallelo abbiano suscitato tanto
sdegno e polemiche tra i cattolici e gli evangelisti americani. Accusata di
fo­mentare l'ateismo tra i più giovani, la pel­licola è oggetto negli Usa di
boicottaggio da parte di numerosi gruppi di attivisti. Eppure nel film
(apparentemente) non vi è traccia di offesa al cristianesimo. La sto­ria è
infatti quella della piccola Lyra Be­lacqua che, entrata in possesso di una
bus­sola creata per indicare sempre la verità, si mette in cerca del suo
migliore amico rapito per conto di un'organizzazione chiamata Magisterium.
Ad aiutare la bam­bina ci saranno lo zio, che ha scoperto l'o­rigine di una
misteriosa polvere, una stre­ga buona, un avventuriero texano e un orso
polare armato di corazza.
        Che siano allora i cristiani d'oltreoceano ad aver perso la bussola?
Niente affatto. E chi si accosterà al film avendo letto il libro di Pullman
se ne accorgerà. Perché la sa­ga dello scrittore britannico è profonda­mente
antireligiosa, cosa che deve aver creato non poco imbarazzo a Hollywood se
fin dall'inizio tutti, ma proprio tutti, dai produttori, al regista e agli
attori - Nicole Kidman in prima fila - hanno negato qua­lunque attacco al
cattolicesimo nel film. Il temibile Magisterium, ad esempio, che nella
pellicola consiste in una non meglio definita organizzazione tirannica tesa
a sottrarre agli uomini il libero arbitrio, nel romanzo si identifica con la
chiesa catto­lica. E se nella pellicola prevale il tema del­la cara, vecchia
lotta tra bene e male (co­me sottolineato anche dalla conferenza episcopale
americana, la quale non ha appoggiato apertamente il boicottaggio), il
messaggio della saga letteraria sostiene invece ciò che viene difeso da
gruppi a­teisti americani come Freedom from Re­ligion, e cioè: la religione
esercita una ve­ra e propria tirannia sugli uomini e biso­gna liberarsene.

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spettacoli
Mmmmh...
27 luglio 2007
http://www.merraigan.it/bussoladoro.htm

Sarà un film totalmente di fantasia, o ci sarà la solita faziosità anticlericale molto sottile (ma sempre più esplicita) a cui ci hanno abituato certe produzioni cinematografiche recenti?

Chiesa, teocrazia, Magisterium, 150 milioni di dollari, tormentone mediatico, uscita per Natale, l'autore rivale di Lewis (cronache di Narnia)...

Scusate se vi sembro paranoico. Ma io qualche sospettuccio ce l'avrei...

(Post commentabile)

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permalink | inviato da -Lore- il 27/7/2007 alle 16:41 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
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