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SCIENZA
Il matematico asceta
10 ottobre 2009


Non pubblicava libri, non era onnipresente in talk-show ed esibizioni varie, non straparlava su tutto senza azzeccarne una. In poche parole, non era un Odifreddi; ma era talmente grande nel suo campo, la matematica, da scoprire in anticipo il teorema che rese famoso John Nash (il matematico la cui storia viene raccontata nel film a beautiful mind)!

Sto parlando del nostrano Ennio de Giorgi, matematico italiano sconosciuto ai più, ma sempre più luminoso come figura ai miei occhi: seppe coniugare la sua prestigiosa attività di matematico con una fervida fede, vivendo quasi come un antico asceta... naturalmente, pur di non ammettere che scienza e fede possono andare benissimo a braccetto, si sono diffuse le solite calunnie sul personaggio. A tal proposito, vi riporto un'interessante articolo, tratto dalla pagina personale del prof. Francesco Maggi.

Who is trying to prove the existence of God?

It must be a quite diffused opinion among journalists and other kind of writers too, that "mathematician" makes rhyme with "mental disease". Being the subject of this kind of unhappy generalizations is of course not an exclusive of mathematicians, and after all there are much more dangerous distortions of reality one could complain about: but I shall complain anyway about the famous best-seller "A beautiful mind" by Sylvia Nasar.

That book is a biography of John Forbes Nash Jr, one of the most brilliant and original mathematician of the past century (and he is still working!). Nash has also suffered for a long part of his life of schizophrenia. A (questionable) opinion sustained in the book is that Nash's mental disease was more or less latent, and remained such, until he had to face a big delusion: one of his most important results, the one that should have granted him the Field's Medal, had been proved two years before him by an unknown Italian mathematician, Ennio De Giorgi, that published the result on an obscure Italian mathematical journal, having more or less regional diffusion.

Nasar reports that De Giorgi came from a poor family and that he had no life outside mathematics , no family of his own or other close relationships, and even later, he literally lived in his office. Despite occupying the most prestigious mathematical chair in Italy, he lived a life of ascetic poverty, completely devoted to his research, teaching and, as time went on, a growing preoccupation with mysticism that led him to attempt to prove the existence of God through mathematics.

This seems written according to the following "recipe for a perfect lie": 50% thruth, 40% distortion of thruth, 10% pure fantasy. I don't think this was done with a bad intent: more probably it was just a mixture of superficiality and of narrative needs... but I have found it really sad, mainly because one of De Giorgi's deepest legacies is in fact his point of view about the interplay between science and religion.

It is beyond the scope of this page to account correctly on De Giorgi's philosophy. In the following I have just collected some information from "Ennio De Giorgi: Anche la Scienza ha bisogno di sognare" edited by Franco Bassani, Antonio Marino and Carlo Sbordone, that is a rich source of documents mainly related to his non-scientific activity. I hope this can make some reader curious to know more.

Ennio De Giorgi was born in 1928 in Lecce, where his (wealthy) family was appreciated for its cultural effort. His father died when he was young and he grew up with his mother, his brother Mario and his sister Rosa. During all his life he remained in strict touch with them (for example, when he was honoured by the French Academy of Sciences, he refused the rich hotel that they prepared for him in order to visit Paris with his sister and the daughter of his brother, Annadina). From his family, in particular from the mother, he learned a deep religious faith, simple and concrete, of which he gave witness to others through the example of his life...

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televisione
Anticlericali: avanti un altro...
20 settembre 2009


Nell'anniversario della gloriosa (come no) breccia di Porta Pia, si scoprono nuove perle anticlericali.
Ormai davvero, il tiro alla Chiesa è veramente una moda: presto vedremo personaggi alla Loredana Lecciso (qualcuno se la ricorda?) pontificare sulla Chiesa e sul Pontefice.

Ma veniamo ad oggi: l'anticlericale del giorno è... niente poco di meno che... rullo di tamburi... Antonio Ricci! Eh sì, il papà delle donnine nude accanto ai gabibbi per bambini...
Ed ecco la chicca: "Il cattolicesimo vuole solo mettere l'uomo in croce...".

Certo, caro Antonio. La croce del sacrificio quotidiano per gli altri, dell'amore verso quelli che stanno peggio per noi, di una vita umile e modesta. Della costruzione di qualcosa di solido, di duraturo, fondato su valori che non crollano.

Ma Ricci, che sta lavorando per noi, vuole salvarci da questa croce: con le Veline, e le ex-pornostar nei programmi per bambini. Grazie, Antonio: tu sì che sai offrire un modello liberante, finalmente senza ipocrisie! Non più crocifissi. Siamo pronti a diventare tutti Veline e trogloditi.

Ed ora, avanti un altro...

(Immagine: Porta Pia, tratta da Flickr)

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permalink | inviato da -Lore- il 20/9/2009 alle 11:12 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
cinema
Bussola d'oro - le ragioni del no
16 dicembre 2007
Leggendo a giro su internet, in diversi siti si vede l'accusa di "fondamentalismo" verso i cattolici che boicottano "la bussola d'oro".

E perché? Si può non essere credenti, ma accusare di fondamentalismo in questo caso è ignoranza; i cattolici hanno protestato, sì, ma non acceccati da chissà quale fanatismo. L'hanno fatto sulla base di precisi motivi razionali. Eccovene solo alcuni.

L'associazione cattolica per la comunicazione in Spagna, SIGNIS, ritiene sensato che i genitori cattolici preferiscano che i loro figli non vedano il film "La bussola dorata". 

Lo si apprende da un comunicato emesso dalla Giunta direttiva dell'istituzione dopo aver consultato i Vescovi della Commissione per i Mezzi di Comunicazione della Conferenza Episcopale Spagnola, secondo quanto ha comunicato il suo presidente, Juan Orellana.

Di fronte alle reazioni suscitate dal film in vari ambiti per il suo presunto "anticattolicesimo", SIGNIS Spagna ha compiuto un'analisi centrata esclusivamente sul film e non sul romanzo originale di Philip Pullman, noto per la sua promozione militante dell'ateismo.

Secondo i comunicatori cattolici, "l'elemento più importante che può essere interpretato come un'allusione alla Chiesa cattolica è il 'Magisterium', un'istituzione tirannica che esercita il potere da secoli, soprattuto sui bambini - anime innocenti - e contro i progressi scientifici"

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«Le mie simpatie vanno al tentatore, assolutamente. L'idea è che il peccato, la Caduta, sia stata una cosa molto positiva. Se non fosse successa noi saremmo ancora dei giocattoli nelle mani del Creatore». Quest'affermazione, che non stupirebbe leggere nelle retoriche affermazioni di qualche pensatore ottocentesco da quattro soldi, campeggiano trionfalmente sulla quarta di copertina della trilogia fantastica di Philip Pullman, Queste oscure materie, da cui la New Line ha tratto un adattamento cinematografico del primo volume che uscirà a Natale, La bussola d'oro (The Golden Compass). Questo dunque è il "film per le famiglie" che ci vedremo proporre molto presto; questo è il film che tanti genitori vedranno assieme ai loro bambini, e che è solo la punta acuminata e tagliente dell'iceberg del problema del perpetuo e costante attentato alle strutture basilari della conoscenza umana in tanta letteratura per ragazzi.

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     A gli spettatori italiani che nei pros­simi giorni faranno la fila
per ve­dere il kolossal fantasy La busso­la d'oro - nei 450 cinema dove sarà
proiet­tato - senza aver letto il primo capitolo della trilogia di Phillip
Pullman dal quale il film è tratto, sembrerà insensato che le avventure di
una ragazzina in viaggio in un universo parallelo abbiano suscitato tanto
sdegno e polemiche tra i cattolici e gli evangelisti americani. Accusata di
fo­mentare l'ateismo tra i più giovani, la pel­licola è oggetto negli Usa di
boicottaggio da parte di numerosi gruppi di attivisti. Eppure nel film
(apparentemente) non vi è traccia di offesa al cristianesimo. La sto­ria è
infatti quella della piccola Lyra Be­lacqua che, entrata in possesso di una
bus­sola creata per indicare sempre la verità, si mette in cerca del suo
migliore amico rapito per conto di un'organizzazione chiamata Magisterium.
Ad aiutare la bam­bina ci saranno lo zio, che ha scoperto l'o­rigine di una
misteriosa polvere, una stre­ga buona, un avventuriero texano e un orso
polare armato di corazza.
        Che siano allora i cristiani d'oltreoceano ad aver perso la bussola?
Niente affatto. E chi si accosterà al film avendo letto il libro di Pullman
se ne accorgerà. Perché la sa­ga dello scrittore britannico è profonda­mente
antireligiosa, cosa che deve aver creato non poco imbarazzo a Hollywood se
fin dall'inizio tutti, ma proprio tutti, dai produttori, al regista e agli
attori - Nicole Kidman in prima fila - hanno negato qua­lunque attacco al
cattolicesimo nel film. Il temibile Magisterium, ad esempio, che nella
pellicola consiste in una non meglio definita organizzazione tirannica tesa
a sottrarre agli uomini il libero arbitrio, nel romanzo si identifica con la
chiesa catto­lica. E se nella pellicola prevale il tema del­la cara, vecchia
lotta tra bene e male (co­me sottolineato anche dalla conferenza episcopale
americana, la quale non ha appoggiato apertamente il boicottaggio), il
messaggio della saga letteraria sostiene invece ciò che viene difeso da
gruppi a­teisti americani come Freedom from Re­ligion, e cioè: la religione
esercita una ve­ra e propria tirannia sugli uomini e biso­gna liberarsene.

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