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arte
Ipazia, difesa preventiva
20 ottobre 2009
Dato che oggi vanno di moda i Dan Brown...

Poiché  non pochi lettori mi avvisano dell’appello in circolazione circa un film su Ipazia, l’intellettuale pagana trucidata da un gruppo di cristiani verso  il 415, ecco come andò la cosa (mi sono consultato, per vostra sicurezza, con Vittorio Messori). Racconta Eusebio di Cesarea che Ipazia non fu uccisa per ordine di s. Cirillo di Alessandria né per motivi religiosi bensì politici. I linciatori erano alcuni eretici «parabolani», cristiani fanatici che avevano mutuato il nome dai gladiatori che affrontavano i leoni (prima che Teodosio abolisse tali spettacoli nel circo). Disprezzavano la vita e, volendo morire al più presto per Cristo (secondo loro), si consacravano con giuramento ad assistere gli appestati e i malati di malattie infettive. Cirillo cercava di tenerli a bada ma a un certo punto scoppiò un dissidio politico tra lui e il prefetto di Alessandria, Oreste. Costui era sospettato di paganesimo e così i parabolani (cui si aggiunse qualche monaco fuori controllo) se la presero con Ipazia, che di Oreste era la favorita. Si aggiunga l’astio tutto egiziano per Bisanzio, di cui Oreste era rappresentante. Un astio che giocò il suo ruolo quando arrivarono gli arabi, i quali furono accolti in Egitto praticamente con gaudio per odio antibizantino (Costantinopoli aveva la mano pesante soprattutto con le tasse). Cirillo seppe del linciaggio a cose fatte.

(Fonte)
SOCIETA'
Il popolino anti-papalino
29 giugno 2009
antipapisti


A una cena a cui sono stato praticamente costretto a partecipare, mi è toccato sorbire la solita anticlericalata.

Al TG trasmettevano il ritrovamento degli autentici resti di S. Paolo. Una fatto storicamente rilevantissimo, e di interesse penso anche per i non credenti, a livello culturale. E mentre guardo l'inquadratura al Pontefice, sento arrivare i commenti "ehilà, guardo quanto oro ha il Papa!" "Bello sì!" ecc...

Lì per lì ho ritenuto opportuno non reagire. Ma ragazzi, la cosa aveva veramente del tragicomico, una vera scenetta dello spaghetti-antipapismo che contraddistingue questo paese: c'è l'annuncio di una grande scoperta storica, ed ecco che il popolino anticlericale, rappresentato a questa cena da due persone ("coppia di fatto", ovviamente), si mette ad usare il suo astio col ripetitore automatico, invece di aprire un pò la mente e le orecchie, per sentire se quello che ha da annunciare un nemico (per loro) da cartoni animati, forse abbia un contenuto che sfugge alle semplificazioni grezze del sé-dicente "pensiero laico".

Ma poi, quanto oro c'avrà questo Papa? Non più di quanto ce l'abbiano gli attori, i cantantucoli, o qualsiasi figura che l'italiota medio possa ammirare. Ha molte più ricchezza l'"idolo delle masse" Bono Vox; ed è pura malafede negare le opere di bene, ampiamente diffuse, che la Chiesa ha in tutto il mondo, e per le quali impiega costantemente i suoi soldi, a differenza delle varie star & magnati. Ma paradossalmente, solo al Papa vengono mosse queste accuse.

E gli ori del Papa? Non sfamerebbero un'africano per un mese. Sono paramenti e oggetti sacri, usati da colui che viene ritenuto il capo della Cristianità; in un passo del Vangelo viene regalato un profumo preziosissimo a Gesù, e Lui stesso non lo rifiuta, mentre Giuda era l'ipocrita che "voleva dare tutto ai poveri".

Ogni cosa ha il suo ruolo, e lo sfarzo non è peccato in sé, quando usato nelle giuste circostanze, e senza avidità. Lo capiranno mai gli italiotissimi?

(Fonte immagine: Flickr)

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permalink | inviato da -Lore- il 29/6/2009 alle 10:45 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
SOCIETA'
Nuova tempesta mediatica contro il Papa
13 aprile 2009


"Di ritorno dall’Africa, appena atterrato a Roma in un pomeriggio soleggiato, il Papa avrebbe esclamato con i giornalisti: “Che bel tempo, oggi!”.

Questa frase imprudente ha sollevato nel mondo emozione e perplessità e sta alimentando una polemica crescente. Riportiamo alcune delle reazioni più significative.

L’arcivescovo di Salisburgo: “Ribadiamo la piena fedeltà della Chiesa austriaca al Pontefice e ci stringiamo a lui. Ma è spontaneo chiedersi se per caso egli non voglia far regredire la Chiesa ad una setta animista di adoratori del sole. Dopo tale frase, il numero di persone che chiedono la cancellazione dai registri fiscali per il sostegno alla Chiesa cattolica è considerevolmente aumentato

Alain Juppé, ex primo ministro francese e ora sindaco di Bordeaux: “Nell’istante in cui il papa pronunziava queste parole, a Bordeaux pioveva a catinelle. Questa contro-verità, prossima al negazionismo, mostra che il papa vive in uno stato di totale autismo. Questo distrugge, se ve n’era ancora bisogno, il dogma dell’infallibilità pontificale".

Il Rabbino-Capo di Roma: “Come si può ancora pretendere che faccia bello dopo la Shoah? Solo il giorno in cui si deciderà a farmi visita alla Sinagoga di Roma allora, forse, potremo insieme verificare come sarà il tempo

Margherita Hack, astronoma e astrofisica: “Affermando senza mezzi termini e senza prove obbiettive indiscutibili “che bel tempo oggi”, il papa dimostra il disprezzo ben noto della Chiesa per la Scienza, che combatte il dogmatismo da sempre. Che cosa c’è di più soggettivo e di più relativo di questa nozione di “bello”? Su quali prove sperimentali indiscutibili si appoggia? I meteorologi e gli specialisti della materia non sono giunti a mettersi d’accordo sul punto nell’ultimo Colloquio Internazionale a Caracas. E ora Benedetto XVI, ex cathedra, pretende decidere lui con tale arroganza. Si vedranno presto accendere roghi per tutti quelli che non concordano interamente con la nozione papalina di bello e cattivo tempo?

L’Associazione delle Vittime del Riscaldamento Globale: “Come non vedere in questa dichiarazione provocatoria un insulto per tutte le vittime passate, presenti e future dei capricci del clima, delle inondazioni, degli tsunami, della siccità? Questa acquiescenza al “tempo che fa” mostra chiaramente la complicità della Chiesa con questi fenomeni distruttori, nei quali pretende vedere disegni “provvidenziali” di un Dio vendicatore e punitivo. E, quel che è peggio, simile attitudine non fa che incoraggiare coloro che causano il riscaldamento del pianeta, poiché potranno ora far valere l’avallo del Vaticano.

Il Consiglio Mondialista: “Il papa finge di dimenticare che mentre splende il sole a Roma, una parte del pianeta è sprofondata nell’oscurità notturna. Ecco un segno intollerabile di disprezzo per vastissime porzioni del mondo e un chiaro segno, se ve n’era ancora bisogno, dell’eurocentrismo neocoloniale di questo papa tedesco”.

Il Direttivo americano delle Associazioni femministe: “Perché il papa ha voluto dire “che bel tempo” usando termini che, nell’originale in italiano della frase, sono al maschile? Avrebbe potuto benissimo utilizzare parole femminili come “che bella giornata”, o meglio ancora “che tempo attraente”, usando così un aggettivo “inclusivo” perché non declinabile differentemente al maschile e al femminile. E’ evidente che questo papa, che già ha fatto condannare la formula del battesimo e delle benedizioni non maschilista (“In the name of the Creator, the Redeemer and the Sanctifier”), mostra ad ogni occasione il suo attaccamento ai principi più retrogradi. E’ sconsolante che nel 2009 si sia ancora a tali punti di arretratezza

La Lega dei Diritti dell’Uomo: “Questo tipo di dichiarazioni non può che ferire profondamente tutte le persone che hanno della realtà uno sguardo diverso da quello del papa. Pensiamo in particolare alle persone immobilizzate in ospedale, o imprigionate, il cui orizzonte si limita a quattro mura; e così pure alle vittime di malattie rare i cui sensi non permettono di percepire lo stato della situazione atmosferica. C’è qui, è evidente, una volontà di discriminazione tra chi vede il “bello” secondo il canone ellenizzante che si vorrebbe imporre a tutti (a scapito delle minoranze, degli afroamericani e di ogni concetto di 'inculturazione'), e coloro che, per scelta o per impossibilità, percepiscono le cose in modo differente. Noi proporremo a titolo dimostrativo querele giudiziarie per discriminazione contro questo papa”.

Alberto Melloni, della Scuola di Bologna: “Si vede bene la profonda differenza tra questo papa introverso e chiuso in sé e nel suo mondo sorpassato, che si limita ad un’osservazione climatica senza trarne le dovute conseguenze, ed invece la paterna apertura al mondo di Papa Giovanni XXIII che, dopo aver osservato la luna in cielo, invitava tutti a portare ai loro bambini la carezza del Papa. A quando un Giovanni XXIV che riprenda in mano la spinta dello Spirito conciliare, che gli ultimi papi hanno tentato di soffocare?

Beppe Severgnini, giornalista: “Il Papa è il Papa. Punto. Ma non si può non pensare con un po’ di nostalgia che Giovanni Paolo II le stesse parole le avrebbe dette magari in romanesco (“ggiornata bbona!”) e agitando lo zucchetto bianco ai fedeli che lo riaccoglievano a casa”.


L’Osservatore Romano ha pubblicato una versione leggermente differente delle parole esatte del Papa (egli avrebbe detto, secondo l’Osservatore: “qualcuno potrebbe dire che faccia bel tempo”). Ma le registrazioni audio e video dei giornalisti hanno smentito la versione edulcorata. Molti hanno anche attaccato l’ingenuità di P. Lombardi che, pur essendo al fianco del Papa, non è intervenuto per impedire quell’affermazione o subito chiarirne meglio il senso.

Membri influenti della Curia hanno tentato di attenuare la gravità della frase del Papa, facendo rilevare la sua stanchezza dopo il viaggio africano, vista la avanzatissima età del Pontefice, nonché dichiarando che la frase incriminata è stata mal compresa e voleva avere un significato teologico-metafisico e non climatico, come grossolanamente è stata interpretata.

Ma la polemica non accenna a placarsi."

(Fonte: Messa in Latino Blog)
(Fonte immagine: Flickr)
CULTURA
Psicanalisi di Odifreddi
8 giugno 2008
Tempo fa, Faber ha portato all'attenzione del sottoscritto l'ultima fatica d'Ercole (?!?) del matematico Odifreddi: "Il matematico impenitente" (... e non si era capito?).
Il personaggio è noto penso anche ai lettori di questo blog. Non starò qui a fare un tedioso quanto banale lavoro di smantellamento alle tesi (chiamiamole così) anticlericali del tizio in questione. La cosa più interessante è affrontare il personaggio dal punto di vista psicologico.

Io non sono certo erudito in Scienze della Psiche, ma due osservazioni mi pare di poterle fare. Innanzitutto, l'ossessione contro il cattolicesimo che rasenta il caricaturale: guardate la copertina del libro suddetto. Essa riassume un pò tutto quello che Odifreddi vuole essere: un "diavolaccio" incaricato dalla (dea?) Ragione di smantellare quelle che ai suoi occhi sono solo delle sciocche superstizioni. La cosa buffa è che la missione che il soggetto si è dato, a giudicare dai toni e dall'atteggiamento in generale, si potrebbe definire sacra. E in questo modo, inconsapevolmente, il Razionalissimo si è costruito un modello religioso al quale vuol corrispondere, si è trasformato in un messia di quell'ideologia da lui identificata come Scienza. Non sto scherzando: sembra esserci molto misticismo, più che razionalismo, in quello che Odifreddi vuole portare a termine.

Sapete chi mi ricorda? Me stesso. I miei primi tempi di conversione.
Uscivo da una vita sbandata e senza nessun punto di riferimento. Quando scoprii la fede, non è che ci aderii: mi ci abbarbicai. In reazione a tutto quello che mi aveva deluso, ho teso a fondare parte della mia adesione alla religione come rifiuto esagerato del mondo. Appena mi sono convertito, dentro di me doveva morire un uomo vecchio e nascerne uno rinnovato; e il processo non è stato rapido e indolore. All'inizio c'è stato un rifiuto totale del profano: avevo atteggiamenti troppo distaccati, a "santone", e la mia fede di allora colpiva e condannava il mondo in un pò tutti gli aspetti, quel mondo dal quale mi sentivo totalmente tradito e deluso. Pian piano la fase della crociata finì, e grazie a Gesù ora ho trovato un mio equilibrio interiore, che voglio sempre più rafforzare e limare nei dettagli, senza cadere né nel bigottismo né tantomeno in un cattolicesimo superficiale.

Ecco, Odifreddi secondo me ha vissuto un'esperienza tale quale la mia, ma all'incontro. Era seminarista. Qualcosa gli ha fatto sembrare la religione un elemente oscuro, opprimente, in ogni caso deludente verso le sue aspettative. Si è sentito pure lui tradito, insomma. Ed ecco che così il "nuovo" Odifreddi ateo-razionalista è diventato il cavaliere del dogma antireligioso, che, lancia in resta, vuole colpire e diffamare a qualsiasi costo tutto ciò che è di cattolico.
C'è da notare, a questo punto, la differenza tra noi: il mio, di squilibri, si è attenuato pian piano che continuavo il cammino. Il suo sembra sempre più peggiorare.
Per me è un indizio di quale è la strada giusta, e a questo punto si potrebbe dire un'indizio della stessa esistenza di Dio.
Io sono stato con Gesù, e la Sua vicinanza mi ha rimarginato vecchie ferite, rendendomi un cristiano e un uomo più autentico (ancorché superpeccatore e miserevole) rispetto al lore neo-convertito. E quindi sempre più in pace, più felice. Piergiorgio (chiamato così dai suo genitori in onore del Frassati!) è diventato sempre più feroce e accanito nella sua battaglia: sta tentando di sconfiggere quella religiosità che per lui rappresente l'"uomo vecchio". Eppure sembra che questa battaglia non abbia mai fine: ve l'ho detto, non ha fine perché il "matematico impertinente"  secondo la mia opinione ha, come me tempo fa, un conflitto all'interno di sé stesso, non con il mondo cattolico. Problema interiore che però per lui non si sana. Per iniziare un percorso di guarigione, penso che dovrebbe tornare al punto che l'ha fatto allontanare dal cristianesimo, e chiedersi perché, se ne valeva la pena, invece di continuare a voler fuggire e barricarsi dietro al neoscientismo. Che forse nasconde il fatto che lui, in realtà, Gesù Cristo in quel seminario l'ha conosciuto. E la nostalgia con cui cerca vanamente qualcosa con cui soppiantarlo.

Altresì, questa condotta del matematico secondo me sembrerebbe mostrare la potenza del battesimo. Il battesimo ho letto che lascia una sigillo indelebile e un'attrazione verso le cose di Dio. E se questa attrazione irresistibile fosse quella che Odifreddi tente disperatamente di seppellire? Questo ci dovrebbe far riflettere su quanta responsabilità abbiamo, noi cattolici cosiddetti "praticanti", verso un qualsiasi battezzato.

Infine una puntualizzazione: questo post è opinabile. Come premesso, non sono uno "strizzacervelli", né a dir la verità un esperto sulla persona e le opere dello scienziato a cui si riferisce il post; neanche posso sottoscrivere al 100% l'ultima mia osservazione relativa al battesimo. Tuttavia, quella che ho dato mi sembra una spiegazione possibile e non banale sull'atteggiamento e il carattere ossessivamente anticlericale di Piergiorgio Odifreddi (che non perde occasione per darne sfoggio), e per questo ho deciso che comunque valeva la pena di postare.

televisione
Sarete (tele)perseguitati...
29 febbraio 2008

Interessantissimo articolo di Zenit sull'attacco mediatico fatto alla Chiesa nel mondo, a quanto sembra ben più incisivo di quello di alcuni nostri ben conosciuti comici italiani:

Una “info-etica” per un mondo interconnesso

Si parte dalla Spagna zapateriana, con un oscuramento oserei dire vergognoso del Family Day:

I limiti dei media, come quelli menzionati dal Papa, diventano spesso evidenti quando si tratta di dare notizie sulla Chiesa e la religione in generale. Un esempio recente è quello relativo al numero dei partecipanti alla Giornata per la Famiglia svoltasi a Madrid il 30 dicembre, sotto l'egida della Chiesa.
Gli organizzatori affermano che erano presenti fra 1.500.000 e 2.000.000 di persone. Un milione "abbondante", secondo le autorità municipali di Madrid, riferisce il "Corriere della Sera" del 31 dicembre.

Nonostante queste cifre, il quotidiano spagnolo "El País", di inclinazione socialista e anticlericale, ha affermato con sicurezza il 31 dicembre che non più di 160.000 persone avessero partecipato all'evento. Una notizia apparsa il 30 dicembre sul sito Internet "Periodista Digital" ha ulteriormente ridotto la cifra parlando solo di alcune "migliaia" di persone.

Il quotidiano spagnolo "El Mundo", in un editoriale pubblicato il 31 dicembre, ha evidenziato un altro aspetto. Nonostante l'importanza della manifestazione e l'interesse di molti cattolici spagnoli all'evento, nessuna rete televisiva, salvo una minore gestita dalla Chiesa, si è preoccupata di trasmettere per intero l'evento di Madrid.

Poi si passa all'Australia, dove si cita un reality show in cui sarebbe addirittura vietato parlare di religione. A mio avviso, in questo caso però bisogna valutare bene: è un reality come i nostri? E allora, ne vale la pena di vederlo? E' lecito aspettarsi la religione da certe trasmissioni? A quale scopo si è voluto imporre il divieto? Per oscurantismo, o per non voler creare polemiche in un programma che vuole proporsi come puro intrattenimento? Insomma, qui il discorso è da ponderare.

Si arriva a Hollywood e alla denuncia del film “Elizabeth: the golden age”, a quanto pare abbastanza anticattolico, e poi al tristemente noto “Vangelo di Giuda”:

Anche la carta stampata non è esente da errori. Un clamoroso caso di imprecisione è quello del cosiddetto "Vangelo di Giuda Iscariota", di cui il National Geographic, nel 2006, aveva annunciato la scoperta. Un articolo recente riprende i numerosi errori commessi dal National Geographic nella sua corsa a mettere la notizia in prima pagina.

April D. DeConick, in un editoriale pubblicato il 1° dicembre sul "New York Times", afferma di aver ripreso il testo copto e di averlo nuovamente tradotto, trovando molti errori, comprese le scelte di traduzione, compiute dagli studiosi del National Geographic, che "si collocano ben al di là degli usi comunemente accettati".

Dopo una segnalazione riguardante il Times e la pubblicità blasfema, si passa a una forte critica al musical "Jerry Springer: The Opera", definito “un attacco a tutto campo contro il cristianesimo”, che la solita BBC ha trasmesso integralmente. La cosa più comica e più notevole dell'articolo è questa, che riporto lasciando a voi il commento:

Lo spettacolo è stato portato in diversi teatri negli ultimi anni, provocando diffuse proteste per i suoi contenuti. In Inghilterra la BBC, nel 2005, lo ha mandato in onda in televisione. Questo ha indotto Stephen Green, del gruppo evangelico Christian Voice, a denunciare la BBC per blasfemia.
Recentemente l'Alta Corte ha emesso la decisione finale, affermando che gli spettacoli mandati in onda in diretta non possono essere denunciati per blasfemia, secondo quanto riferito dal "Telegraph" del 6 dicembre.
[...]
Il modo incongruente in cui il cristianesimo è reso bersaglio di questo tipo di offese è apparso in tutta evidenza in un caso avvenuto poco dopo la decisione dell'Alta Corte. Si tratta dell'esclusione da un concorso sponsorizzato da un'agenzia del Governo britannico di una storia basata sui tre piccoli porcellini, con la motivazione che essa avrebbe potuto offendere i musulmani.

La BBC riferisce in un articolo del 23 gennaio che la Becta, un'agenzia per la formazione tecnologica, ha eliminato la storia dal concorso Bett Award perché, a giudizio dei giudici, "l'uso dei maiali potrebbe sollevare questioni culturali".


cinema
Bussola d'oro - le ragioni del no
16 dicembre 2007
Leggendo a giro su internet, in diversi siti si vede l'accusa di "fondamentalismo" verso i cattolici che boicottano "la bussola d'oro".

E perché? Si può non essere credenti, ma accusare di fondamentalismo in questo caso è ignoranza; i cattolici hanno protestato, sì, ma non acceccati da chissà quale fanatismo. L'hanno fatto sulla base di precisi motivi razionali. Eccovene solo alcuni.

L'associazione cattolica per la comunicazione in Spagna, SIGNIS, ritiene sensato che i genitori cattolici preferiscano che i loro figli non vedano il film "La bussola dorata". 

Lo si apprende da un comunicato emesso dalla Giunta direttiva dell'istituzione dopo aver consultato i Vescovi della Commissione per i Mezzi di Comunicazione della Conferenza Episcopale Spagnola, secondo quanto ha comunicato il suo presidente, Juan Orellana.

Di fronte alle reazioni suscitate dal film in vari ambiti per il suo presunto "anticattolicesimo", SIGNIS Spagna ha compiuto un'analisi centrata esclusivamente sul film e non sul romanzo originale di Philip Pullman, noto per la sua promozione militante dell'ateismo.

Secondo i comunicatori cattolici, "l'elemento più importante che può essere interpretato come un'allusione alla Chiesa cattolica è il 'Magisterium', un'istituzione tirannica che esercita il potere da secoli, soprattuto sui bambini - anime innocenti - e contro i progressi scientifici"

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«Le mie simpatie vanno al tentatore, assolutamente. L'idea è che il peccato, la Caduta, sia stata una cosa molto positiva. Se non fosse successa noi saremmo ancora dei giocattoli nelle mani del Creatore». Quest'affermazione, che non stupirebbe leggere nelle retoriche affermazioni di qualche pensatore ottocentesco da quattro soldi, campeggiano trionfalmente sulla quarta di copertina della trilogia fantastica di Philip Pullman, Queste oscure materie, da cui la New Line ha tratto un adattamento cinematografico del primo volume che uscirà a Natale, La bussola d'oro (The Golden Compass). Questo dunque è il "film per le famiglie" che ci vedremo proporre molto presto; questo è il film che tanti genitori vedranno assieme ai loro bambini, e che è solo la punta acuminata e tagliente dell'iceberg del problema del perpetuo e costante attentato alle strutture basilari della conoscenza umana in tanta letteratura per ragazzi.

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     A gli spettatori italiani che nei pros­simi giorni faranno la fila
per ve­dere il kolossal fantasy La busso­la d'oro - nei 450 cinema dove sarà
proiet­tato - senza aver letto il primo capitolo della trilogia di Phillip
Pullman dal quale il film è tratto, sembrerà insensato che le avventure di
una ragazzina in viaggio in un universo parallelo abbiano suscitato tanto
sdegno e polemiche tra i cattolici e gli evangelisti americani. Accusata di
fo­mentare l'ateismo tra i più giovani, la pel­licola è oggetto negli Usa di
boicottaggio da parte di numerosi gruppi di attivisti. Eppure nel film
(apparentemente) non vi è traccia di offesa al cristianesimo. La sto­ria è
infatti quella della piccola Lyra Be­lacqua che, entrata in possesso di una
bus­sola creata per indicare sempre la verità, si mette in cerca del suo
migliore amico rapito per conto di un'organizzazione chiamata Magisterium.
Ad aiutare la bam­bina ci saranno lo zio, che ha scoperto l'o­rigine di una
misteriosa polvere, una stre­ga buona, un avventuriero texano e un orso
polare armato di corazza.
        Che siano allora i cristiani d'oltreoceano ad aver perso la bussola?
Niente affatto. E chi si accosterà al film avendo letto il libro di Pullman
se ne accorgerà. Perché la sa­ga dello scrittore britannico è profonda­mente
antireligiosa, cosa che deve aver creato non poco imbarazzo a Hollywood se
fin dall'inizio tutti, ma proprio tutti, dai produttori, al regista e agli
attori - Nicole Kidman in prima fila - hanno negato qua­lunque attacco al
cattolicesimo nel film. Il temibile Magisterium, ad esempio, che nella
pellicola consiste in una non meglio definita organizzazione tirannica tesa
a sottrarre agli uomini il libero arbitrio, nel romanzo si identifica con la
chiesa catto­lica. E se nella pellicola prevale il tema del­la cara, vecchia
lotta tra bene e male (co­me sottolineato anche dalla conferenza episcopale
americana, la quale non ha appoggiato apertamente il boicottaggio), il
messaggio della saga letteraria sostiene invece ciò che viene difeso da
gruppi a­teisti americani come Freedom from Re­ligion, e cioè: la religione
esercita una ve­ra e propria tirannia sugli uomini e biso­gna liberarsene.

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