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sessualità
Sesso e sensi di colpa
3 maggio 2009


Stamattina stavo ascoltando Radio24, precisamente la rubrica Il riposo del guerriero, in cui si fa un excursus sulle trasmissioni della settimana appena passata. In pratica oggi, tra gli altri, si affrontava l'argomento "sessualità", prendendo spunto da una puntata di Melog 2.0 (un'altra rubrica di cui sinceramente, da quando ascolto questa radio via web, mi è sempre sfuggito lo scopo). Decido incuriosito di ascoltare.

In pratica, il conduttore si mette a fare, se ho capito bene, l'apologetica del sesso "zoologico" (termine felicemente coniato da Maurizio Blondet), ovvero della sua promiscuità sessuale, per la quale verrebbe ingiustamente "perseguitato"; interviene un'ascoltatrice che prova a contestarlo e, apriti cielo, risposta quasi stizzita in diretta e valanghe di telefonate, a ribadire la "bellezza e naturalità" del sesso fatto sempre e comunque. Da sottolinearne particolarmente una, in cui si afferma che "in questo momento di crisi, cosa ci rimane per tirarci su se non il sesso?"; eh già: la crisi non è un momento in cui magari è necessario riflettere sulla caducità delle ricchezze, di ripensare i propri modelli economici e stili di vita; bisogna tirarsi su "facendo più sesso". Forse è per questo che si vuole insistere tanto a mandare i preservativi in Africa: non mangiano, sono dilaniati da guerre, malattie, catastrofi... magari anche loro si vogliono tirare un pò su!

Successivamente, c'è un'altra telefonata chiarificatrice della signora che ha scatenato la polemica. Ella spiega che è stata educata molto rigidamente in famiglia, con un modello a suo dire "cattolico", e che è stata praticamente ossessionata, se ho ben capito, dai sensi di colpa per un'esperienza di sesso prematrimoniale, tanto da non godersi neanche i momenti di intimità con il marito, vissuti con distacco e senza soddisfazione.
Ora, è ovvio che questo è un problema dovuto o alla signora o a chi l'ha tirata su: è palese che la visione cattolica non condanna il sesso sempre e comunque, ma che gli vuol riconoscere la dignità di donazione totale che esso possiede di per sé, tra persone che si sono già promesse di appartenere incondizionatamente l'una all'altra attraverso il matrimonio: questa donazione prevede certo anche il piacere fisico, che di per sé non ha nessuna connotazione di "peccato".

Ma la cosa che mi ha fatto sorridere, più che questo antico senso di colpa della signora, è la reazione a valanga dei "sessualizzati" italiani: senza rendersene conto magari, viene fuori un nuovo senso di colpa, quando ad alcuni maschi del 2009 viene appena scalfito il loro comportamento zoologico, la loro promiscuità, la loro visione. Riconoscibilissimo come tale, che fa dire al conduttore del programma di sentirsi "perseguitato", è portato proprio da questa ideologia che ci vuole "liberare" dalla "zavorra della moralità". 
Ecco perché, ho pensato, la reazione così focosa alle parole del Papa sui preservativi, senza neanche volerlo interpretare: oltre che lo scandalo ipocrita per il del tutto presunto favoreggiamento all'AIDS, mi sa che la coscienza di molti si è fatta sentire. Una coscienza che vorrebbe recuperare il sesso da attività animalesca, da una "questione di emozioni", o di presunto amore totale tra non sposati, a quella sacralità che le compete. Riuscirà, per miracolo, a farsi sentire nella testa ideologizzata dell'uomo di oggi? 

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permalink | inviato da -Lore- il 3/5/2009 alle 13:6 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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